Resident Evil 7: la nostra recensione

23 Gennaio 2017 68

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Finalmente ci siamo. Il settimo capitolo della saga di Resident Evil è finalmente nelle nostre mani, avventura che dovrebbe far tornare il brand agli antichi splendori grazie a una completa rivisitazione non solamente del marchio, ma anche della visuale. Per la prima volta infatti, un Resident Evil propone la visuale in prima persona, alla stregua di titoli di diversi survival horror in soggettiva. Ma non confondiamoci. Resident Evil 7 non è un'avventura che vuole seguire le orme di Outlast ma rimane ben ancorato alla sua natura di titolo horror, ripescando a piene mani quell'aria che si respirava nel primo storico episodio, proponendo una valida soluzione alternativa ai canoni del momento.

Ma bando alle ciance. Ecco la nostra recensione di Resident Evil 7, titolo testato sia in versione standard che sfruttando la tecnologia di Playstation VR.

Trama

Cerchiamo di raccontarvi i primi momenti di gioco di Resident Evil senza spoilerare alcun elemento significativo. Il giocatore vestirà i panni di Ethan, protagonista della vicenda che decide di correre al salvataggio di Mia, moglie scomparsa tre anni prima ma che sembra essere ancora viva grazie alla sua presenza in un video. Ethan compie delle ricerche, le quali lo portano a villa Baker, casa abbandonata, o almeno sembra. Da qui ha praticamente inizio la vicenda, la quale inizialmente segue la stessa direzione della demo The Beginning Hour per poi cambiare strada e lanciarvi nel vivo del gioco. Sarà necessario quindi esplorare qualche stanza, guardare la videocassetta per scoprire il passaggio segreto e molto altro. Ah no, il dito mozzato questa volta non appare. Ma lo farà in seguito. Forse.

Ci fermiamo qui. Ogni singolo momento di Resident Evil 7 merita di essere vissuto, di conseguenza non vogliamo assolutamente aggiungere dettagli che potrebbero trasformarsi in anticipazioni che potrebbero minarvi la sorpresa. Spostiamo la nostra attenzione invece sul metodo narrativo scelto dagli sviluppatori.

Come in ogni Resident Evil, la trama viene svelata goccia dopo goccia con l'avanzare dell'avventura. Disseminati per la magione sono inoltre presenti i classici documenti di approfondimento, i quali meritano assolutamente di essere letti dato che sono in grado di andare a completare il quadro della situazione grazie ad annotazioni dei vari personaggi che hanno anticipato la nostra visita.

Fin dalla sua prima presentazione, Resident Evil 7 ha dato la parvenza di essere il classico titolo che punta a far saltare il videogiocatore dalla sedia. Capcom ha però saputo bilanciare perfettamente la cosa e non basarsi solamente sui classici momenti in cui il nemico salta fuori dall'ombra. Ovviamente saranno presenti anche quelle situazioni, ma il vero sentimento preponderante è quello di essere costantemente braccati da qualche sanguinario nemico. La prima run vi vedrà infatti affrontare ogni location con la paura di quello che può esserci dietro l'angolo.

Ottima la caratterizzazione dei personaggi. I membri della famiglia Baker sono completamente fuori di testa mentre la figura di Ethan cresce in maniera costante, con qualche piccola battuta in grado di stemperare la tragicità del momento (epica quella con il poliziotto, n.d.SketchT). L'avventura vi porterà ad affezionarvi a determinate figure e odiarne altre. Inutile sottolineare la presenza di colpi di scena che ribalteranno le idee partorite col passare delle ore e, come se non bastasse, una scelta andrà a influenzare alcuni avvenimenti.

La longevità di Resident Evil 7 è allineata con la media ore delle avventure appartenenti al genere. Abbiamo terminato Resident Evil 7 in una decina di ore senza però andare alla ricerca di tutti i collezionabili, ma raccogliendo praticamente tutte le armi a disposizione. Facendo una stima, completare l'avventura al 100% significa spendere una quindicina di ore a livello Normale. Una volta terminato il gioco si sbloccherà la difficoltà Manicomio, caratterizzata dalla possibilità di salvataggio solamente consumando dei nastri, in perfetto stile Resident Evil, e una IA particolarmente efferata.

Gameplay

Come già sottolineato più volte, la modifica più importante presente in Resident Evil 7 è quella della visuale. Si passa quindi dalla classica terza persona a una più coinvolgente prima persona, fattore ancor più enfatizzato se si decide di affrontare l'avventura utilizzando Playstation VR (parleremo della nostra esperienza utilizzando la realtà virtuale in seguito).

Come detto in apertura, Resident Evil 7 si ispira completamente ai primi storici capitoli della saga. Oltre all'inventario limitato ad un numero di posti, ampliabile raccogliendo degli zaini ad hoc, l'avventura si basa praticamente su fasi esplorative, risoluzione di enigmi e scontri con alcuni abomini i quali assomigliano ai vari Hunter e Licker visti in precedenza. Il tutto viene reso più accattivante grazie alla presenza di alcuni personaggi che vi staranno costantemente alle costole, di conseguenza l'esplorazione di alcune sezioni della casa dovrà essere eseguita con particolare attenzione. Anche in Resident Evil 7 sarà necessario darsi alla pratica del backtracking. Lo zaino poco capiente costringerà il giocatore a diversi avanti e indietro dai punti di salvataggio a luoghi in cui è necessario effettuare particolari azioni, ma lo stesso vale nel momento in cui raccoglierete determinate chiavi in grado di aprire porte impossibili da aprire in precedenza.

Durante l'avventura Ethan potrà raccogliere diverse armi. Pistola, fucile, un lanciafiamme artigianale, lanciagranate e poco altro, equipaggiamento che potrà finire nelle mani del giocatore a patto di risolvere alcuni piccoli enigmi. Il vero leit motiv di Resident Evil 7 è infatti legato alla presenza di puzzle da risolvere, in modo da avanzare nell'avventura. Alcuni si ispireranno al primo capitolo della saga, quindi alla stregua di "raccogli un tal emblema e posizionalo in quella porta", altri invece necessiteranno di utilizzare un minimo la materia grigia (mi fate sapere in quanto tempo avete terminato "il compleanno"? Grazie, n.d.SketchT). Ethan potrà imbattersi anche in scatti fotografici che svelano la posizione di oggetti da raccogliere, collezionabili da far propri e altro, come del resto saranno presenti le mappe di ogni location, chiavi in grado di aprire determinate porte e molto altro ancora.

Potevano certo mancare le erbe curative? Assolutamente no. Ethan potrà utilizzare le classiche erbe verdi per riportare la sua energia vitale ad alti livelli, effetto più efficace se si avrà l'accortezza di combinare il tutto con degli speciali Fluidi Chimici. Lo stesso vale anche per la creazione di proiettili, i quali possono essere creati grazie alla polvere da sparo, o agli psicostimolanti, i quali fungono come una sorta di doping per i sensi del protagonista, rendendo più facile la localizzazione degli oggetti presenti nella location.

Per garantire un'esperienza coinvolgente, gli sviluppatori hanno optato per l'eliminazione di qualsiasi barra di energia, contatore et similia dal monitor. La visuale è completamente pulita, di conseguenza a schermo non vedrete assolutamente niente di diverso se non le mani del protagonista e gli elementi legati all'ambientazione. L'energia vitale viene indicata da uno speciale orologio indossato da Ethan, visualizzabile premendo il tasto dedicato all'apertura del proprio zaino. Per curarsi e caricare le proprie armi viene quindi in aiuto la mappatura del pad, la quale permette con il tasto R1 di utilizzare una Soluzione Medica per curarsi, mentre i tasti direzionali permettono la scelta dell'arma. Con L2 si mira mentre con R2 si fa fuoco o si attacca, mentre con L1 ci si mette in difesa e si tenta di assorbire il colpo del nemico, in modo da evitare danni importanti. Se avete provato la demo saprete sicuramente che con R3 ci si accovaccia. Abbiamo provato a sfruttare la funzione durante i combattimenti, in modo da schivare i colpi ravvicinati del cattivo di turno. La soluzione funziona a meraviglia, a patto ovviamente che l'avversario colpisca orizzontalmente e non verticalmente.

Il sistema di mira funziona egregiamente ma vi consigliamo di mettere mano alle opzioni e cercare la configurazione che più si adatta alle vostre esigenze. La velocità è infatti la chiave per non essere fatti a pezzi dai cattivi di turno, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevata. Le reazioni dei nemici ai colpi inflitti è senza dubbio convincente, ma data la scarsità di munizioni è necessario mirare costantemente alla testa, in modo da far fuori il nemico il più velocemente possibile. Questo vale ovviamente per i nemici classici. Gli scontri con i boss invece sono devi veri e propri enigmi, i quali difficilmente si possono risolvere solamente con la forza bruta. Nella maggior parte dei casi è necessario mantenere la calma e sfruttare l'ambiente circostante.

Come anticipato poco sopra, Resident Evil 7 può essere affrontato scegliendo tra due livelli di difficoltà. Facile e Normale. Il consiglio è quello di iniziare subito da Normale dato che i nemici risulteranno combattivi e veloci al punto giusto, senza contare la presenza di autosave e soprattutto salvataggi infiniti. Terminando l'avventura viene sbloccata la modalità Manicomio, sezione in cui sarà possibile salvare solamente se in possesso di nastri, alla stregua quindi dei primi Resident Evil, senza contare ovviamente un aumento della forza e della velocità dei cattivi di turno. Manicomio è quindi la modalità adatta per chi è alla ricerca di un'esperienza tutt'altro che alla portata di tutti.

Quali aspetti non ci hanno convinto di Resident Evil 7? Abbiamo storto il naso di fronte ai nemici proposti. La varietà è infatti molto bassa, praticamente vi troverete a contrastare, a parte ovviamente i boss, creature molto simili tra loro, differenziate solamente dal tipo di attacco e dalla corporatura. Non possono mancare certamente insetti e ragni vari, ma in fin dei conti gli scontri vengono combattuti con queste creature a metà strada da Licker e Hunter. Avremmo inoltre preferito avere una dose leggermente più importante di backtracking e un numero maggiore di enigmi.

L'avventura a un certo punto troverà un approfondimento particolarmente importante al di fuori della villa Baker. Durante la fase finale di questo frangente abbiamo notato uno sbilanciamento dell'esperienza verso una concezione meno horror e più shooter. La fase non è di lunga durata, ma siamo certi che gli sviluppatori avrebbero potuto orchestrare meglio il tutto, come del resto il finale, fin troppo frettoloso.

Tecnica

Il comparto tecnico di Resident Evil 7 è senza dubbio ottimo, ma con qualche piccola sbavatura. Non abbiamo mai riscontrato alcun calo di frame rate, di conseguenza l'avventura è godibile senza alcun fastidio dovuto a rallentamenti e altro. Il motore grafico è in grado di garantire un livello grafico di alto livello soprattutto nelle ambientazioni al chiuso, le quali risultano claustrofobiche e trasudanti di sangue. Abbiamo notato purtroppo la presenza di texture non proprio ben delineate, elemento che colpisce l'attenzione del giocatore nei primi minuti di gioco, ambientati all'esterno della casa. Abbiamo notato la presenza di foglie completamente 2D, cespugli piatti e altro, come del resto fastidiosi muri invisibili e un'interattività con l'ambiente legata a pochi elementi.

Per il resto abbiamo davvero poco da recriminare. Le location esplorate sono ricche di piccoli dettagli in grado di caratterizzare la follia della famiglia Baker, ad esempio bambole vodoo appese, teste mozzate, avanzi di cibo e molto altro ancora. I giochi di luce e ombra sono orchestrati in maniera perfetta, in modo da catturare l'attenzione del giocatore e catapultarlo poi in zone talmente malsane da tenere costantemente sulle spine l'utente stesso. Ottima anche la varietà delle location. Non era facile effettivamente garantire una diversificazione delle ambientazioni dato che Resident Evil 7 è ambientato, quasi, interamente nella villa dei Baker. Capcom è riuscita comunque a caratterizzare le diverse sezioni della casa in maniera convincente.

Poco da dire sul comparto audio, forse l'aspetto meno convincente dell'intera produzione. Le sinfonie proposte si limitano a fare il proprio lavoro, lasciando spazio soprattutto ai rumori legati all'ambiente. Ottimo invece il doppiaggio in italiano, come del resto la qualità dei testi.

PlayStation VR

I possessori di Playstation 4 e Playstation VR staranno sicuramente attendendo con ansia di testare con mano Resident Evil 7, in modo da verificare se la nuova avventura di Capcom sia in grado di sfruttare a dovere la tecnologia della realtà virtuale. Partiamo dal presupposto che la risoluzione di Playstation VR è meno elevata rispetto a quella di uno schermo 4K, di conseguenza balza subito all'occhio la presenza di texture non proprio definite e piccoli dettagli visivi non proprio ispirati. Mettiamo però da parte i limiti hardware del dispositivo e andiamo ad analizzare la componente "immersività".

Essendo un titolo basato sull'esplorazione e sulla risoluzione degli enigmi, la possibilità di affrontare l'avventura completamente dall'interno risulta particolarmente esaltante e soprattutto funzionale. Avere di fronte agli occhi ogni singolo elemento dello scenario significa non perdersi davvero nulla, sia a livello di oggetti da raccogliere che a livello di coinvolgimento. Avanzare tra i corridoi della casa dei Baker e guardarsi attorno significa capire quanto folle sia la situazione del momento. I dettagli che meritano di essere osservati sono moltissimi, i quali vanno a delineare la malsanità degli antagonisti ai massimi livelli. Impossibile poi non godersi i momenti gore del gioco. Ettolitri di sangue, arti mozzati e molto altro, aspetti convincenti durante le sessioni di gioco standard ma incredibili se osservati a pochi centimetri. E vi capiterà diverse volte di esclamare "parolacciaacaso, ma che schifo", il tutto grazie sia all'effetto visivo che all'audio 3D. Per una totale immersività manca solamente un sistema in grado di simulare gli odori, ma come già annunciato è possibile acquistare una speciale candela che puzza di sangue e legno marcio. Non abbiamo voluto impestare il nostro luogo di test, ma al contempo ci piacerebbe davvero ripetere l'esperienza in 4D. Abbiamo apprezzato anche il sistema di mira. In VR, il mirino è collegato ai movimenti del collo del giocatore, di conseguenza la soluzione risulta molto più veloce rispetto all'utilizzo del pad. E ai livelli di difficoltà elevati, la rapidità è sinonimo di sopravvivenza.

Durante i nostri test non abbiamo sofferto minimamente di motion sickness. Capcom ha inserito diverse funzioni per la configurazione della visuale, in modo da lasciare i videogiocatori liberi di scegliere come affrontare il tutto. Lasciare i movimenti completamente liberi risulta effettivamente fastidioso, ma associare un movimento di 30 gradi a ogni colpo sullo stick destro ha cancellato ogni sensazione negativa. La soluzione funziona e soprattutto ha una curva di apprendimento scalabile praticamente durante il tutorial.

L'esperienza con la Realtà Virtuale è stata esaltante. Le prime ore di gioco le abbiamo passate a guardarci attorno, con quella paura che potesse capitare qualcosa in qualsiasi momento. E in diversi casi siamo stati davvero colti in fallo a causa di momenti in grado di farci sobbalzare dalla sedia davvero inaspettati. Altri li abbiamo indovinati ma la continua sensazione di avere qualcosa alle spalle ha reso l'esperienza davvero indimenticabile.

La Realtà Virtuale ha davvero moltissimo da dire. Dopo Resident Evil 7 ci siamo messi al lavoro su Tales of Berseria, titolo completamente differente. Eppure l'impossibilità di avere ogni singolo elemento dello scenario attorno a noi è diventato quasi fastidioso. Perchè stare a tre o quattro metri dallo schermo quando posso godermi un titolo immergendomi in esso? A questa domanda cercheremo di rispondere in uno speciale ad hoc.


Commento Finale

Resident Evil 7 è senza dubbio un titolo da affrontare assolutamente. Siamo di fronte a un capitolo della saga in grado di rimanere sulla stessa linea dei primi storici episodi grazie a fasi esplorative, enigmi da risolvere e combattimenti mai noiosi. La scelta della prima persona è in grado di coinvolgere il giocatore come pochi titoli sanno fare, elemento che viene ancor più esaltato se affrontato sfruttando Playstation VR.

Il timore che Resident Evil si trasformasse in un prodotto simile ad Outlast è stato scongiurato. Resident Evil 7 mette in campo tutta la storica esperienza degli sviluppatori e lo fa tornando agli antichi splendori. Vengono proposti elementi sia splatter che altri in grado di colpire la psiche del videogiocatore, basando quindi il tutto su un'esperienza curata davvero sotto ogni minimo dettaglio. Certo, anche Resident Evil 7 ha le sue magagne, ma è stato in grado di tenerci incollati allo schermo per ore come pochi titoli sanno fare, di conseguenza vi consigliamo di affrontare questa epopea senza troppe remore.

  • GAMEPLAY 9
  • TECNICA 8,5
  • LONGEVITA' 8,5
  • MULTIPLAYER -
  • GLOBALE 9

VERSIONE TESTATA: PLAYSTATION 4

Moltissimi richiami al primo capitoloTrama coinvolgenteL'esperienza con Playstation VR è esaltante
Finale troppo frettolosoTecnicamente non perfettoScarsa varietà di nemici

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Commenti

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AL3PRO

Okkk, molte grazie :)

Albert

Domandone....Ma voi riuscite a fare lo stream del gioco su YouTube da console? A me proprio non va.

SketchT

La seconda run di demon's souls l'ho trovata iper semplice. Ero solo abituato al gioco

Damiano Galasso

Dark Souls 3 si è imborghesito non poco..ora non voglio dire che è il titolo è semplice, ma caspita, se lo paragono ancora a Demon's Souls, è una passeggiata.
Per la cronaca l'ho ripreso a giocare da due settimane (Demon's Souls) e le prime meccaniche solo incomparabili

SketchT

Alla prima beta ho avuto grossi problemi a causa dell'assenza del lock dei nemici. Al secondo giro invece l'ho trovato molto più giocabile. Bloodborne lo trovo cattivo tanto quanto Nioh, ovviamente dipende da quante ore ci giochi. Quando capisci come agire diventa tutto più "semplice". Dark Souls ad esempio lo conosco a memoria, ormai per me è facile :D

Damiano Galasso

Ho trovato Nioh anche più difficile di Bloodborne..anche se l'ultima prova disponibile mi è sembrata più bilanciata, ma sarà anche il fatto di averlo ripetuto più volte??

Damiano Galasso

ci sono effettivamente meno enigmi da portare avanti e più scene shooter, ma io mi sono divertito a portarlo a termine!

SketchT

Bloodborne è molto difficile e ha una curva di apprendimento lenta, soprattutto se non hai giocato ai vari Dark Souls e fidati, è cattivo anche per chi se li è mangiati. La trama è tutta da scoprire approfondendo e segando i boss aggiuntivi.
The witcher è il "classico" RPG ma con infinite subquest collegata alla trama principale, mondo enorme da esplorare. Il combat system non è "pesante" come Bloodborne ma è molto vario.

AL3PRO

Sono due generi che non ho mai provato, e per l'appunto vorrei provare, uno dei due, volevo sapere, da chi li ha giocati tutti e due, a livello storia come sono, e di gameplay quello che non annoia dopo poco... :D

SketchT

Senza il VR gli avrei dato 8.5 ma solamente per obbligo di scala. Avrei voluto mettere 8.8 senza VR e 9.2 con il VR in modo da far capire che RE7 è un ottimo prodotto anche in versione "standard".

cip93

Nemmeno Zeb89 riuscirebbe a recensirlo in effetti, Uno spin si.... Ma molto off....

lucatini

senza VR, il voto sarebbe stato lo stesso?

Raw

Non so se ti può piacere, perchè il gioco è un Resident Evil 4 all ennesima potenza.
Di azione ce n'è, e ci sono demoni più ostici di quello che hai incontrato tu.
Come horror è molto splatter ma è anche psicologico.
Cmq anche io dovetti superare quello scoglio iniziale, perchè li per li mi sembrava pesante... ma poi feci bene a proseguire perchè le cose andando avanti si fecero più interessanti, ed il gioco acquisisce un atmosfera grandiosa.
Un viaggio onirico nella psiche umana, con paesaggi sempre più assurdi.

efremis

Grazie, mi sa che mi farà rispolverare il PS VR anche se da un lato si perde la risoluzione con la PS4 Pro. Ma già la demo era assurda con il VR.

SketchT

2 action RPG completamente diversi tra loro. Dovresti dirci i tuoi gusti prima di poter darti un consiglio

SketchT

Ci sono diversi richiami ai vari Resident Evil, sia durante la fase di esplorazione della casa (quindi enigmi, backtracking e molto altro) e alcune citazioni, senza contare che nel finale appare un personaggio storico. Da un lato ha dato un taglio completamente nuovo al brand ma dall'altro ha saputo tenere fede alla sua natura.
E con il VR è assurdamente figo.

Squak9000

Revelation è 'na porcata che non si avvicina minimamente a quel che era RE 1,2,3.

Siamo onesti su.... forse la prima mezzora di gioco sulla nave era accettabile... ma poi diventava il classico shooter che conosciamo.

Damiano Galasso

Revelations è quella più vicina ai titoli originali..anche nella legnosità dei comandi purtroppo! :D
E poi è normalissimo che non possano ridarti Code Veronica..anche se una versione per VR sarebbe spaziale!

Damiano Galasso

cosa vuoi mangiare stasera?Carne o Pesce? :)

ste

Si ma i giochi su oc se vuoi risparmiare devi scaricarli in digitale, il formato fisico costa tanto che quello console e non è facile da rivendere

J.H. Bolivar Pacheco

Attenderò i 30 su PC allora.

Musashi2099

anche alien isolation e outlast devo recuperarli; mi han parlato bene anche di layers of fear

efremis

Bella recensione e titolo bello ed inquietante anche se non capisco perché si dica che abbia a che fare con i precedenti capitoli. Sia la storia che l'atmosfera trovo non abbiano legami con il passato. Nella demo ho respirato tutt'altra atmosfera, molto più ispirata proprio ad Outlast per quanto sia sicuramente ed ovviamente diverso. Oltre alla visuale in prima persona, il protagonista è molto più debole che in passato, la storia è molto meno "zombesca" e più satanica diciamo. Non si è scarsi come in Outlast, ma a parte lo sparare ed alcuni meccanismi come interfaccia e salvataggi, non vedo veramente altri nessi con i precedenti ed altri fili conduttori. Soprattutto come storia ed atmosfera, le due cose più importanti in un horror. Molto più cattive, splatter ed estreme. Ripeto, questa la mia (forte) percezione dalla demo.

JackB_ITA

Volendo, ci sono anche i due Chronicles, quelli su binari. Non erano neanche malaccio!

Bryanzell

ovviamente non puoi, il gioco è legato all'account.
Per questo verso è meglio prendere i giochi boxed anche se li paghi di più ma almeno puoi sempre rivenderli una volta finiti

SketchT

Non fa parte della serie canonica ma è uno spin-off.. e in effetti non era proprio convincente ;)

AL3PRO

O. T secondo voi è meglio comprare bloodborne o the witcher 3?

Gianluca Attanasio

Io lo sto giocando da sabato in vr bellissimo

cip93

"Per la prima volta infatti, un Resident Evil propone la visuale in prima persona," Cazzata Resident Evil Survivor non te piaceva?? Va bè che faceva schifo https://uploads.disquscdn.com/...

ste

Peccato che su console lo trovi tra una settimana a 50 (se non da subito), tra 2 o 3 settimane a 40 usato, lo finisci anche 3 volte e lo rivendi se ti va male a 25. Certo se sei uni che ha la scimma lo prendi subito a 50/55.

ste

Lo troverai subito a 50 euro, come tutti i giochi ormai, aspetti un paio di settimane e lo prendi a 40 usato, lo finisci e lo rivendi a 30 tranquillamente

Enzo80

a me è piacita, non è male...
io provengo da tgm, gmc e tutto il resto, ma si va avanti e i tempi cambiano...

SketchT

The Evil Within non è assolutamente male. Ho giocato sia la base che il dlc e devo dire che in quel momento storico era uno dei pochi survival horror davvero degno, al fianco di outlast.
Eppure non mi ha colpito come questo Resident Evil. Sarà che ha il plus del VR, sarà che si avvicina ai primi episodi.. io ti consiglio di giocarteli entrambi, alla fine gli esponenti del gente sono davvero pochi.

SketchT

Non è paura..ma tensione e sensazione di essere braccati. Se lo giochi in vr poi ancora meglio

luigiesse21

Sono un fan dei primi tre resident evil e di code veronica x. A me outlast e il dlc whistleblower sono pure piaciuti tanto, secondo me sono quanto di più vicino ci sia oggi ad un'esperienza di vero survival horror, anche se il top erano i resident evil storici. Nella recensione scrivono che hanno scongiurato la somiglianza con outlast, ma io un'eventuale somiglianza l'avrei presa come un pregio, non come un difetto. Invece the evil within l'ho proprio abbandonato dopo il capitolo 3, o 4. Quando insomma devi combattere contro quello incatenato con la motosega. L'ho trovato troppo splatter e simile a resident evil 4 (buoni action ma ZERO come giochi horror). Troppo frustrante questo perdere a ruota libera, aprire scrigni che magari scoppiano e non si poteva prevedere, vedere solo sangue senza provare paura di alcun tipo, gameplay legnoso ecc. Andando avanti migliora o questi difetti restano? Chiedo a te che l'hai apprezzato.

Ratchet

Fa paura almeno?

Dario Badagliacca

Bei tempi quelli di zzap

Dario Badagliacca

A me sembra una rece ben fatta ed equilibrata in linea con le altre testate

Dario Badagliacca

VR già preso domani si comincia

roby

Secondo me per rendere il vr perfetto devono creare le uccisioni secondo il nostro modo di ammazzare. Per esempio afferrare lo zombie e dargli una testata oppure rompergli la ossa del collo con un sistema piu preciso con gli stick o dei guanti che gia vidi. Insomma il vr haa un potenziale quasi infinito

GeneralZod

Ho giocato alla demo e non ho gradito il controllo delle telecamere. Il personaggio si muoveva in modo troppo lineare, come su dei binari. Alla Wolfensteid 3D per intenderci. Anche il gioco finito è così?

SketchT

Il grosso problema è legato alla presenza di soundtrack con il contagocce. Praticamente il gioco è immerso nel silenzio.

Gianmarco

Ot: qualche anima pia potrebbe spiegarmi come vendere un gioco digitale su Ps4?
Sempre ammesso che si possa

densou

audio scadente? Ma quello vale oltre metà dello "scagazzo" nel genere! :( il primo F.E.A.R. aveva azione ma pure una parte sonora da saltare sulla sedia (e di questo 'settore' non mi perdo un titolo eh).... o il primo Metal Gear Solid anche se è filone differente < 3
Se assoldavano il compositore islandese di Broadchurch....non ce ne era per nessuno!

densou

ecco Alessandro, potresti dirmi se soggettivamente hai preferito RE7 o The Evil Within (e DLC)?

Davide

Per oculus niente...

SketchT

Io ho finito re7 2 volte e lo sto facendo la terza per fare i gameplay. Tieni conto di 15 ore alla prima run per prendere tutti i collezionabili. Ho provato una sessione a livello manicomio e ho dovuto rifare 4 volte il primo scontro prima di passare indenne alla fase post codex. Penso che un survival horror da 15 ore sia già ottimo.

wic2

Da chi l'ha già finito tutto più volte mi è stato detto che finirlo completamente una volta non richiede più di 30 ore, e questo stando ampi considerando una innaturale scarsezza di chi lo gioca.
Questo monte ore considerando anche parti di "gioco" parecchio noiose e fini a se stesse.
Mi hanno detto qualcosa di completamente sbagliato o posso continuare a fidarmi dei miei amici? che resterannoc omunque amici perchè ogni tanto mi permettono di giocare in anteprima

dario

non scordiamo anche che è uno di quei titoli che ogni amico che ti viene a casa te lo farà rimettere...

SketchT

Il voto non ha senso se non accompagnato da una lettura attenta della recensione. La longevità di un titolo si basa su moltissimi fattori e non solamente sulla campagna principale. In RE7 sblocchi la difficiltà manicomio che ti impegna per diverse ore, senza contare i collezionabili e le vhs da affrontare.
Sinceramente se un gioco si chiama resident evil o pinco pallo poco mi frega. Da me si becca il voto che io penso che meriti.

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