Starblood Arena, la nostra recensione | Playstation VR

11 Aprile 2017 0

I videogiocatori che hanno acquistato Playstation VR, dispositivo per la Realtà Virtuale progettato da Sony, avranno certamente voglia di mettere le mani su avventure davvero ispirate. A oggi possiamo contare solamente su un numero davvero ridotto di epopee interessanti, tra cui Resident Evil 7 e RIGS Mechanized Combat League, sparatutto frenetico e coinvolgente ma che non ha saputo conquistare l'attenzione dei videogiocatori per cause a noi ancora oscure.

Whitemoon Dreams e San Diego Studio provano a seguire la strada degli sparatutto in soggettiva e propongono Starblood Arena, FPS particolarmente frenetico votato completamente all'esperienza in rete, con una sezione dedicata al single player che andremo ad analizzare poco sotto. Dato che l'avventura non è ancora disponibile sul mercato non ci è stato ancora possibile testare il comparto multiplayer.

GAMEPLAY

Starblood Arena non dispone effettivamente di una trama. Il giocatore è chiamato a prendere parte a una sorta di reality televisivo dedicato alle battaglie tra navicelle. I piloti dovranno quindi scontrarsi in diverse arene, allo scopo classicamente di portare a casa quanti più punti possibile, o raggiungere determinati obiettivi dettati dalla modalità scelta.

Le modalità a disposizione sono solamente quattro, tali Carneficina, Carneficina a Squadre, Gridiron e Invasori. Le prime due sezioni sono le classiche Deathmatch e Deatmatch a squadre, di conseguenza l'obiettivo principale è quello di effettuare quante più uccisioni possibili entro un determinato tempo limite. Gridiron fa l'occhiolino a Rocket League dato che due team si troveranno a cercare di spingere una palla nella porta avversaria. Invasori vedrà invece quattro giocatori cooperare, il tutto allo scopo di eliminare le orde di nemici pronti a far fuori il poker di eroi del momento, praticamente l'equivalente di Orda dei vari Gears of War e altri. Il numero ridotto di modalità non è assolutamente convincente, soprattutto se si tiene conto della somiglianza dei due deathmatch. Si sente ovviamente la mancanza di sessioni più accattivanti quali i vari Cattura la Bandiera o altre fasi in cui conquistare le basi e molto altro.

La modalità Giocatore Singolo propone tre tipologie di gare differenti. In Burn Circuit l'utente si troverà a scegliere il proprio avatar e affrontare una serie di scontri alternando le modalità sopra descritte. L'avventura è una sorta di pila, scalabile solamente portando a casa la vittoria. In caso contrario sarà necessario ripetere la sessione fino al raggiungimento dell'obiettivo imposto. Skirmish è invece una sezione completamente libera, di conseguenza il sistema permetterà al giocatore di scegliere tra le modalità Carneficina, Carneficina a Squadre, Gridiron e Invasori. Tutorial non ha ovviamente bisogno di presentazioni, sessione che vi consigliamo caldamente dato che viene spiegato per filo e per segno ogni comando della propria navicella.

Nove sono i personaggi che compongono il roster di Starblood Arena. Si passa dalla graziosa Alice a loschi figuri come una sorta di sosia del Terminator di Schwarzenegger, denominato Il Barone, a alla cowgirl Apollonia, passando per l'alieno Blade e altri. Ogni pilota dispone di quattro caratteristiche differenti (velocità, attacco difesa e difficoltà), le quali andranno a influenzare il proprio stile di gioco. Ci sono infatti eroi che fanno della rapidità la propria arma principale, mentre altri preferiscono rimanere sulla difensiva e attaccare al momento giusto. Inutile sottolineare che, una volta nell'arena, sarà necessario mettere in pratica la strategia giusta e non lasciarsi andare nella più ignorante voglia di sparare a qualsiasi cosa si muova. I movimenti a 360 gradi delle navette infatti necessitano non solamente di una buona padronanza del sistema di controllo, ma anche di rimanere sempre attenti e vigili, in modo da non farvi sorprendere alle spalle.

Ogni navetta dispone di cinque sistemi offensivi differenti. L'unico elemento comune a tutti i personaggi è la Mina, bomba fluttuante pronta a esplodere una volta nei pressi del nemico. Il resto dell'equipaggiamento risulta essere diverso per ogni pilota, quindi la scelta del proprio alter ego virtuale non è solamente influenzata dagli skill ma anche dalle bocche da fuoco in dotazione. Nel menu di Personalizzazione è comunque possibile modificare gli oggetti in dotazione, modificare i vestiti del pilota, riverniciare la navetta e acquistare potenziamenti grazie ai crediti accumulati in game. Ogni singolo elemento deve essere però sbloccato portando a termine determinati obiettivi.

Dodici sono le arene disponibili, le quali spaziano da catacombe, santuari, stazioni spaziali e altro. Le dimensioni delle location risultano ben proporzionate al numero di utenti presenti nella sessione di gioco contemporaneamente, il tutto condito dalla presenza di anfratti, cunicoli e ostacoli ambientali da sfruttare a proprio favore. L'interattività con l'ambiente è praticamente inesistente, di conseguenza non aspettatevi di assistere a momenti di animazione particolari.

I primi passi nelle arene sono senza dubbio stranianti. La navicella è sospesa in aria, di conseguenza bisogna capire velocemente che è possibile effettuare o subire attacchi da ogni direzione possibile. Sul reticolo appaiono diversi indicatori legati alle munizioni in dotazione. E' bene sottolineare che a inizio match non è possibile contare sull'arma Pesante ma è necessario attendere che venga abilitata. Le armi Leggere sono quindi disponibili fin da subito, come del resto le Mine. Viene inoltre visualizzato il livello energetico dello scudo, il quale, se azzerato, decreta l'esplosione della navetta stessa. Dopo qualche match ci si accorgerà che la curva di apprendimento è scalabile in maniera piuttosto veloce. E' necessario infatti solamente leggere velocemente i diversi suggerimenti proposti dal visore stesso, il quale indica la presenza dei nemici e la possibilità di agganciarli, per poi abbatterli grazie alla propria potenza di fuoco. La cura di apprendimento si scala quindi molto velocemente.

MULTIPLAYER

Durante i nostri test in rete abbiamo affrontato diverse sfide coi i pochi videogiocatori presenti nei server. Ammettiamo di aver riscontrato una certa difficoltà a trovare sfide disponibili, molto probabilmente a causa di una popolazione online effettivamente scarsa. I test sono comunque positivi dato che non è mai stato registrato alcun fastidioso lag, di conseguenza l'esperienza in rete fila liscia, sia in competitive che in cooperativa. E' bene sottolineare però che, data la totale liberà d'azione, risulta davvero complicato imbastire strategie di squadra, di conseguenza Starblood Arena mostra la sua quintessenza in Carneficina e Invasori.

TECNICA

Il comparto grafico di Starblood Arena è senza dubbio accattivante. Lo stile cartoon rende l'impatto visivo molto gradevole, esaltando di fatto la frenesia di gioco. Il character design dei personaggi spazia da forme differenti, tra cui alieni, robot, esseri umani e altro mentre le stesse navicelle propongono forme differenti e ben delineate a livello di dettagli. Durante i nostri test abbiamo riscontrato del leggero motion sickness. Più precisamente abbiamo provato fastidio durante il tutorial e nella sezione Invasori, mentre nel resto delle modalità non abbiamo mai avuto alcuna sensazione negativa.

Ottimo il comparto audio. Le sinfonie che accompagnano il gioco si sposano perfettamente con l'avventura stessa, mentre sia il parlato che i testi sono completamente in italiano. Simpatici anche i due presentatori del reality show, i quali sfoderano battutine davvero niente male, quasi a ricordare, alla lontana, i due presentatori del tanto compianto Celebrity Deathmatch.

COMMENTO FINALE

Starblood Arena è un titolo fresco e divertente. La frenesia di gioco è in grado di catturare l'attenzione del videogiocatore grazie a un gameplay immediato ma al contempo profondo. Gestire al meglio i movimenti della navicella non è certamente semplice, di conseguenza i videogiocatori che spenderanno diverse ore nell'avventura potranno davvero fare la differenza. Abbiamo riscontrato del lievissimo motion sickness ma comunque sopportabile. Il comparto tecnico è interessante ma le arene non denotano alcun dettaglio ispirato ed elementi interattivi. Peccato per il numero di modalità davvero troppo esiguo, elemento comunque sistemabile con il più classico degli aggiornamenti.

A oggi non è ancora stato possibile testare il comparto multiplayer dato che il codice ci è stato fornito prima della data di rilascio ufficiale. Torneremo quindi sull'argomento una volta approfonditi i test in rete.

  • GAMEPLAY 8
  • TECNICA 7,5
  • LONGEVITA' 7
  • MULTIPLAYER 6,5
  • GLOBALE 7

TITOLO DISPONIBILE SOLAMENTE SU PLAYSTATION VR

Gameplay semplice ma profondoStile cartoon convincente
Leggero motion sicknessArene prive di elementi interattiviSolamente quattro modalitàSingle player ridotto all'osso

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