Statik per Playstation VR | Recensione

23 Maggio 2017 17

Dopo il convincente Little Nightmares, Tarsier Studios ha deciso di stupire i videogiocatori con un titolo per Playstation VR molto particolare, denominato Statik. Indossato il visore per la Realtà Virtuale, gli utenti si troveranno di fronte ad un gigantesco puzzle intricato e accattivante.

TRAMA

In Statik il giocatore vestirà i panni di un protagonista senza nome rinchiuso in una misteriosa clinica. Il nostro alter ego virtuale è legato a una sedia ed ha le mani bloccate in una strana scatola che lo accompagnerà per tutta l'avventura. A fornire le prime spiegazioni è il dottor Ingen, figura enigmatica di cui non è possibile vedere il volto a causa di una voluta sfocatura della telecamera.

Per quale motivo siamo rinchiusi in questo luogo? Chi è questo dottore? Perché le nostre mani si trovano in quella scatola? Queste sono solo alcune delle domande generate dal titolo di Tarsiers Studios, che sembra aver scelto la strada dell sviluppo di esperienze videoludiche in grado di suscitare una forte reazione emotiva nel giocatore.

Statik può essere portato a termine in cinque ore e si caratterizza per la presenza di enigmi sempre vari e mai scontati. Bisognerà trovare il giusto schema logico per venirne a capo, ma durante i nostri test non abbiamo mai provato la sensazione di affrontare un problema insormontabile. La soluzione è sempre sotto gli occhi del giocatore, a patto di riuscire a vederla.

GAMEPLAY

Gli enigmi ruotano attorno alla scatola che blocca le mani del protagonista. Ogni livello propone un contenitore differente, che garantisce funzioni e interazioni con l'ambiente sempre nuove. Gli sviluppatori hanno scelto di non fornire alcun tipo di aiuto al giocatore: ogni puzzle deve essere compreso ed analizzato senza fare affidamento su specifici indizi.

Non vogliamo assolutamente anticipare nulla sulla natura degli enigmi, dato che il rischio di rovinare la sorpresa è elevato, ma basti pensare che ogni tasto del pad è collegato ai vari pulsanti presenti sulla scatola. Sarà quindi necessario testare in prima persona le funzioni e gli effetti generati dalla pressione dei tasti, per vedere cosa accade intorno al giocatore. Statik non è comunque un gioco per tutti: può capitare di restare a rimuginare sulle varie opzioni disponibili e di non individuare rapidamente la soluzione.

Tarsier Studio ha costruito un titolo basato completamente sugli enigmi e va da sé che i giocatori dovranno mettersi comodi e spremere le meningi per risolvere ogni puzzle / livello. Il traguardo è trovare la soluzione, così come si abbatte un boss di fine livello di un titolo action e si segna il goal decisivo in un gioco di calcio.

TECNICA

Il comparto tecnico di Statik convince pienamente. Gli ambienti sono ben dettagliati ed in grado di offrire il giusto grado di immersività. Non abbiamo mai riscontrato alcun problema di motion sickness, rischio comunque ridotto dato il ritmo piuttosto lento del gioco. Non aspettiamoci però ambienti particolarmente vari e accattivanti esteticamente: ci troviamo pur sempre all'interno di una clinica, con tutte le limitazioni del caso.

Poco da dire sul comparto audio. L'accompagnamento musicale è praticamente assente, perché in molti puzzle è necessario ascoltare i rumori di sottofondo. Il silenzio che regna nel gioco, al tempo stesso, contribuisce a creare un senso di oppressione, enfatizzato dal fatto che il giocatore non può muoversi ed ha le mani bloccate.

Il doppiaggio e i testi completamente in inglese potrebbero potrebbero allontanare chi ha poco dimestichezza con tale lingua. Per comprendere al meglio il titolo, quindi, è bene avere una buona conoscenza dell'appena citato idioma.

COMMENTO FINALE

Statik è un titolo apprezzabile , ma si rivolge ad un ristretto target di videogiocatori. I puzzle risultano ispirati, mai banali e sempre diversi, elementi importantissimi per un titolo del genere, mentre il comparto tecnico è molto convincente.

Gli appassionati del genere, i videogiocatori desiderosi di affrontare valanghe di enigmi, hanno trovato l'avventura giusta, mentre i meno pazienti farebbero bene a lasciar perdere e ad investire i propri risparmi in un'esperienza differente. L'assenza della localizzazione in italiano potrebbe non piacere a molti, vista la complessità del titolo.

  • GAMEPLAY 8
  • TECNICA 8,5
  • LONGEVITA' 8
  • MULTIPLAYER -
  • GLOBALE 8

Enigmi sempre ispiratiOttimo impatto visivo
Non per tuttiCompletamente in inglese

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Commenti

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EMARCEUS

Inutile no, ma di certo non si possono fare grandi cose.

EMARCEUS

Cara Microsoft e cara Sony: in futuro contate fino a dieci prima di lanciare sul mercato aggeggi che smettete di supportare dopo tre ore, grazie.

jskdldsad

carino! E' il tipo di gioco che mi piace. Ho amato portal 2.
Lo prenderei se non fosse solo per VR

lore_rock

Almeno il Kinect ha venduto, il playstation VR é nato morto.

InterTriplete

Uno peggio dell'altro

marco

psvr vale solo per resident evil 7

Sparda

La realtà aumentata è inutile nei giochi.

SketchT

Bisogna tenere conto della particolarità dei puzzle e di come risolverli. Qualsiasi puzzle game potrebbe non essere longevo in questo caso.

Adriano

Che paccata il psvr... Ma era apertamente scontato

Pistacchio

C'è ne sono altri

InterTriplete

E uno dovrebbe spendere quasi 1000 euro tra ps4pro e visori psvr per questa m3rda? XD

ghost

Nessun gioco prende meno di 8 e su HDblog

saccovr

Longevità 8 a un puzzle game che una volta risolto è sempre uguale?

Velociraptor

Io aspetto la realtà aumentata, secondo me fa meno male e ci si diverte di più.

Ciccio

Chiamali giochi.

momentarybliss

Almeno per il visore Sony i giochi escono, Kinect è nato morto

Ciccio

Questo Sony VR é inutile quanto il kinect,ma almeno quello costava di meno.

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