The Surge: la nostra recensione

08 Giugno 2017 14

The Surge è da molti definito come un vero e proprio Dark Souls ad ambientazione Sci-fi. Dopo Lords of the Fallen, gli sviluppatori di Deck 13 tentano nuovamente la via degli action RPG, genere particolarmente apprezzato proprio grazie ai vari prodotti lanciati sul mercato da From Software.

TRAMA

L'avventura si apre mettendo il giocatore nei panni del protagonista che, bloccato sulla sedia a rotelle, ha deciso di affidarsi all'industria Creo per tornare a camminare grazie all'impianto di arti meccanici. L'utente è subito chiamato ad effettuare una scelta tra le due configurazioni disponibili: potenza o agilità e si tratta di una decisione fondamentale perché ciascuna condizionerà in maniera significativa l'approccio al gioco. Sciolto il dubbio amletico, l'eroe di turno subirà un'operazione scioccante in tutti i sensi: al risveglio l'ambiente circostante risulterà devastato e popolato da droni pronti a farlo a pezzi.

Poco dopo si prende possesso di un'arma contundente di fortuna, ma l'utilizzo risulta non proprio semplice a causa della pesantezza dei colpi inferti. Sin dai primi momenti di gioco si notano numerosi elementi in comune con Dark Souls: si parte con l'efferatezza dei nemici e si arriva alle aree mediche che ripristinano la barra vitale, passando per il sistema di crescita del personaggio basato sull'utilizzo dei rottami raccolti, il ritmo di gioco e le movenze del protagonista. Si resta sorpresi dalla presenza di nemici capaci di aggressioni così brutali da suggerire di non abbassare mai la guardia. Subire un attacco significa perdere una grande porzione di energia, di conseguenza ogni lotta deve essere affrontata con estrema attenzione e pazienza.

The Surge, però, cade sotto i colpi di una sceneggiatura poco curata e di una caratterizzazione del protagonista quasi inesistente. Il personaggio principale sembra disinteressato alle vicende che gli accadono intorno e l'inserimento di diversi NPC non risolve la situazione. I personaggi aggiuntivi fungono solo da distributori di quest secondarie e ricompense varie. Si avrà quindi la costante sensazione di girovagare per le location senza disporre di una reale meta, falciando praticamente tutto ciò che si trova sul cammino.

I fan delle avventure impegnative troveranno comunque stimoli per affrontare il gioco: anche in The Surge è possibile contare sul New Game+, di conseguenza, una volta terminata l'avventura principale, il giocatore potrà ripartire da capo e affrontare nemici dalla IA ancor più efficace, mantenendo l'equipaggiamento precedentemente conquistato. Abbiamo completato The Surge in una trentina di ore, tempistica comunque legata all'abilità del giocatore ed alla conoscenza delle sezioni di gioco. In sintesi, chi ama esplorare le ambientazioni e andare alla ricerca di potenziamenti si troverà a girovagare per le location proposte per molto tempo.

GAMEPLAY

The Surge è un action RPG in terza persona, di conseguenza fasi di combattimento si alterneranno a sezioni esplorative. Oltre ai sopra citati nemici, non mancano all'appello i classici boss, che vengono posizionati in diversi frangenti del gioco. Capiterà di incontrare cattivoni famelici a metà livello, a guardia di succulenti tesori o di zone particolari, personaggi che avranno in comune l'efferatezza degli avversari comuni e una resistenza tale da suggerire al giocatore che è opportuno fermarsi a "livellare", rimandando lo scontro ad un momento successivo.

Siamo rimasti positivamente colpiti dalla varietà dei combattimenti, sia per quanto riguarda i nemici standard sia per i sopracitati boss. Le situazioni proposte riescono ad offrire un livello di sfida elevato, mentre le reazioni dei nemici continuano a caratterizzarsi per l'elevato tasso di violenza.

Ottimo inoltre il sistema di personalizzazione. Gli scarti metallici raccolti durante l'esplorazione sono la vera e propria moneta del gioco, che potrà essere investita per potenziare l'equipaggiamento in dotazione, costruire pezzi tramite l'utilizzo dei progetti in possesso e aumentare la propria energia nucleare, caratteristiche che permetteranno all'utente di rendere sempre più forte il proprio alter ego virtuale. Per Incrementare la potenza è necessario aumentare il numero di innesti a disposizione, che possono essere praticamente considerati come vere e proprie abilità aggiuntive. Sono presenti diverse tipologie di innesti, componenti che permettono, ad esempio, di incrementare la potenza di fuoco, o estendere la barra vitale e molto altro ancora. Durante la Campagna principale, inoltre, si acquisiranno ulteriori capacità, come la possibilità di controllare un drone. Le abilità bonus del personaggio dovranno essere gestite in maniera completamente indipendente rispetto alle skill principali.

Abbiamo riscontrati alcuni problemi relativi alla IA dei nemici. Può capitare che gli avversari cadano inspiegabilmente in dirupi, restino inerti pur in presenza dell'eroe o incastrati negli elementi dello scenario. E' comunque corretto sottolineare che le problematiche descritte sono state riscontrare in poche occasioni.

TECNICA

Il motore grafico di The Surge convince, ma con riserva. I modelli poligonali sono buoni ed in grado di mostrare ai videogiocatori un character design eccellente, sia per quanto riguarda il protagonista che i nemici presenti sullo schermo. Lo stesso plauso va agli effetti speciali, soprattutto quelli messi in campo durante i combattimenti. Abbiamo però storto il naso per i boss non sempre epici e per la scarsa varietà dei modelli dei nemici. Lo stesso vale per alcuni scenari fin troppo abusati. Ottimo invece il frame rate, praticamente granitico e tendenzialmente immune da fastidiosi cali.

Buono anche il comparto audio. In molte sezioni non viene proposta alcuna sinfonia di accompagnamento, scelta compiuta dagli sviluppatori per dare risalto ai suoni ambientali. Il doppiaggio è completamente in inglese, ma sono presenti testi in italiano.

COMMENTO FINALE

The Surge è un gioco molto buono. Gameplay rodato e ambientazione evocativa sono senza dubbio gli aspetti più convincenti del gioco. Al contempo è necessario tenere conto di una trama poco coinvolgente e dalla poca varietà d'azione. La necessità di doversi fermare più volte a livellare e potenziare il proprio equipaggiamento si fa sentire fin da subito.

Apprezzabile quindi il lavoro di Deck 13, alla quale si può obiettare che avrebbe potuto osare di più per provare ad uscire dagli schemi canonici del genere. Al di là di tale considerazione, The Surge è un prodotto complessivamente promosso ed adatto a chi è alla ricerca di una valida alternativa ai vari capitoli di Dark Souls.

  • GAMEPLAY 8,5
  • TECNICA 8
  • LONGEVITA' 8
  • MULTIPLAYER -
  • GLOBALE 8
Gameplay curatoScontri vari e dvertentiSonoro coinvolgente
Scenari poco ispiratiTrama assente

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Commenti

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Daniele

Neanche io voglio fare discorsi assoluti però adesso va di moda dire "trama del cavolo quindi è un gioco da schifo". Come hai detto tu bisogna distinguere. Personalmente preferisco giocare che affezionarmi ai personaggi. Anche Until Dawn, sicuramente particolare e dalla grafica bellissima, è un film, non un gioco. C'è chi lo definisce un capolavoro. Per me è stato assolutamente mediocre proprio perché non mi ha consentito di giocare nel termine pratico della parola.

GIEC

SU TLOU ti do perfettamente ragione, per LiS invece bisognerebbe fare un discorso ancora più "a parte" visto che si parla di giochi costruiti attorno a una storia, e non dove questa rappresenta una componente di "accompagnamento" ad altre. E' il motivo per cui, in fondo, chi preferisce il gameplay alla trama di un videogioco ha coniato in senso dispregiativo il termine "walking simulator", perchè di fatto se la storia non ti interessa o non ti prende, si tratta di giochi che si riducono a quello. Eppure, se sei uno che considera la trama un elemento consistente in un prodotto di questo genere (di nuovo, è una questione di gusti qui, non sto certo facendo discorsi per assoluti a la "se non giochi i giochi per la storia sei da crocifiggere!!11!1!") riesci comunque ad apprezzarli. Esempio a caso, da fan accanito di letteratura Sci-Fi, posso dire che SOMA è uno dei giochi più belli a cui abbia giocato l'anno scorso, senza alcun dubbio, per quanto, come gameplay, si riduca effettivamente a camminare per un corridoio lunghissimo progredendo così nella storia che gli sviluppatori vogliono "raccontare"

Daniele

Su DOOM sono d'accordo. Mi ci sono divertito tantissimo e la storia è tutt'altro che originale. God Of War è uno di quei giochi, rarissimi, in cui c'è tutto. La storia è molto bella (il 3 è epico) e i combattimenti sono sempre molto appaganti. Probabilmente, per me, che gli do un voto 10 senza storia gli darei 8 che è comunque tanto perché ha un gameplay variegato, il personaggio si costruisce bene, ci sono armi e stili diversi, i nemici non sono tutti uguali, tanti boss ecc..
Però prendi il super acclamato The Last Of Us. Senza la trama sarebbe un gioco normalissimo come ce ne sono decine sul mercato. Anche Life Is Strange è soltanto storia perché senza quella che ti fa emozionare sarebbe un noiosissimo gioco punta e clicca (e riavvolgi, in questo caso).

GIEC

Qui diventa anche una questione di gusti, secondo me. Una buona storia di fondo, oltre a dare valore all'intero prodotto, funge da filo conduttore, oltre che da stimolo per andare avanti. E ci sono titoli in cui questo elemento si avverte di più, altri in cui si avverte di meno.
Esempio personalissimo, giochi come Shadow Warrior o DOOM hanno un gameplay frenetico, dinamico e IMHO eccezionale, affiancato da storie abbastanza lineari. Si fa sentire la cosa? Assolutamente no.
Ma prendiamo ad esempio una serie del tutto a caso, tipo God Of War. Anche lì abbiamo un gameplay frenetico, velocissimo, impegnativo a tratti ed estremamente appagante. Senza la sua storia a fargli da sfondo, quindi riducendo tutto a "Mastro Lindo inca##ato affetta gente e divinità", sarebbe davvero lo stesso gioco?

GIEC

In tutta onestà, dovendoli ancora recuperare entrambi, mi ispira più questo The Surge che Dark Souls 3. Senza togliere nulla all'ultimo capolavoro FROM, sia chiaro, ma apprezzo molto lo sforzo dei Deck 13 di voler diversificare nettamente la propria produzione, ove The Fallen invece strizzava forse troppo l'occhio ad altri titoli del genere.
Un prodotto sicuramente non perfetto, che solleva forse qualche (lecito) dubbio sulle effettive capacità del Team, ma comunque secondo me abbastanza sui generis da rappresentare un'alternativa interessante agli esponenti più blasonati del genere.
Peccato per la storia. Sono dell'idea che disturbarsi a creare un contesto e un'ambientazione dettagliati e particolareggiati sia abbastanza inutile se poi non strutturi anche una trama in grado di fare da "collante" per tenere assieme il tutto, anche nell'ambito di un gioco che fa del gameplay e del livello di sfida il suo fulcro principale (non a caso nei Souls la storia vera e propria devi letteralmente cercartela)

Daniele

Certo, il ragionamento non fa una piega.

NatNev

bello.

Daniele

Io sta storia della trama a tutti i costi non la condivido. Cioè ben venga ma se un gioco è dinamico, originale e ben strutturato si può tranquillamente sorvolare sulla trama. Altrimenti diventa più un film che un gioco.

lowrider82

nn e ai livelli di dark souls/bloodborne/nioh e nn e riuscito a mantenermi incollato sulla console come nioh (che per me come gameplay e il migliore di tutti)...pero nn e malaccio. Molto meglio di lords of the fallen. il motore grafico sorpassa la concorrenza in termini di dettagli/fluidita/risoluzione/performance pero a livello artistico il gioco e vero che e monotono. Per me 8 forse un po troppo..pero nn gli darei meno di 7-7.5

Steven

E non solo i nemici

SketchT

Come al solito il voto della tecnica prende in considerazione diversi aspetti. Alla fine 8 è buono.

Me? Giugorie.

pazzesco che uno studio lavora anni per un progetto che coinvolge un sacco di persone e non riesce a mettere una storia decente. Nessun coinvolgimento emozionale. Pura azione. Nessuno spessore. La morte dell'essere umano.

mario

*Trama assente

Allora è bello.

ghost

I nemici cadono nei dirupi, la qualità artistica discutibile con i modelli dei nemici che si contano su una mano, il creare armi che diventa lungo e noioso dopo un po'. Ma ok tecnica 8.

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