Rain World: la nostra recensione

11 Luglio 2017 6

Il progetto Rain World ha saputo conquistare una notevole fetta di fan fin dalla sua apparizione su Kickstarter. Lo sviluppo di questo particolare platform con elementi survivor è durato circa tre anni, lasso temporale in cui le informazioni diffuse sono risultate particolarmente ridotte. La decisione di Adult Swim Games di occuparsi della distribuzione del gioco ha però portato i propri frutti, sino ad arrivare all'esordio dell'avventura su Steam e Playstation 4.

TRAMA

Il giocatore si troverà a vivere la vicenda di una gattocertola, un incrocio tra un gatto e una lucertola, strambo animale caratterizzato da due occhi di tonalità nera particolarmente profonda. Nel tentativo di allontanarsi con la propria famiglia da un pericoloso temporale, la protagonista finisce si ritrova nei meandri di un mondo cupo e corrotto, una sorta di discarica in cui natura e tecnologia trovano una sorta di armonia. L'obiettivo della gattocertola è esplorare cunicoli e gallerie, per scappare dal luogo malsano luogo e riabbracciare i propri cari.

Non lasciatevi ingannare dalla scarna introduzione. Il comparto narrativo nasconde molte chicche sotto forma di indizi di ogni genere. Ogni oggetto è in grado di raccontare la storia del luogo, come del resto le visioni della gattocertola colmano i vari dubbi che possono nascere durante la narrazione. La trama si dipana subito apertamente, di conseguenza sarà necessario mantenere alta la concentrazione e mettere in ordine i vari tasselli svelati, in perfetto stile puzzle.

GAMEPLAY

Rain World è un platform tutt'altro che semplice da portare a termine. Il tutorial fornisce solo le informazioni di base legate ai controlli del proprio alter ego virtuale. La gattocertola è in grado di aggrapparsi ai bordi dei pali, accovacciarsi vicino alle sporgenze ed effettuare un salto più lungo, senza contare la possibilità di scagliare piccoli oggetti oppure conservare in bocca uno strumento per un determinato periodo di tempo.

Con l'avanzare del tempo, ci si renderà conto che l'eroina del momento può mangiare i pipistrelli e nutrirsi delle prugne blu presenti nello scenario. In questo frangente entra in gioco l'elemento survival inserito dagli sviluppatori. Riempire lo stomaco della protagonista non significa solo tenerla in vita, ma è necessario gestire anche la barra della sazietà, contatore che si svuota di diverse unità una volta entrati nelle camere di ibernazione, location adibite al salvataggio dei progressi. La mappa di gioco inoltre si espande una volta raggiunte le diverse ambientazioni, in essa manca però l'indicazione degli obiettivi o di altre informazioni che aiutano il giocatore a raggiungere l'obiettivo finale.

Rain World è un mondo tutto da scoprire. L'utilizzo di alcune piccole perle, ad esempio, viene solo accennato e racchiuso nella descrizione di base. Vagando per il mondo di gioco è possibile scovarne di diversi colori, che identificano effetti differenti e assolutamente non approfonditi dal software. Siamo rimasti colpiti inoltre dalla funzione Karma, la quale, anche in questo caso, non viene assolutamente spiegata. Andando in letargo, la gattocertola guadagna un punto karma, che propone una scala di simboli apparentemente senza senso e abbinati a descrizioni completamente scollegate dalla figura mostrata. Non vogliamo però descrivere completamente il funzionamento del Karma per non rovinare la sorpresa a chi non ha ancora affrontato il gioco. E' l'avventura stessa a reggersi completamente sulla stramba procedura, di conseguenza evitiamo di spoilerare.

Bisogna inoltre tenere conto che Rain World presenta un livello di sfida incredibilmente elevato. Il mondo in cui la gattocertola viene catapultata è zeppo di creature ostili in grado di far della protagonista un sol boccone. Si va da rettili in grado di mimetizzarsi a uccelli giganteschi, passando per alghe tentacolari e molto altro. Dato che è letteralmente impossibile ingaggiare una lotta e uscirne vincitori, la fuga è spesso e volentieri l'unica difesa possibile. Oltre ai nemici, le stesse condizioni ambientali risultano pericolose da affrontare. A intervalli regolari, la location viene colpita da un vero e proprio diluvio universale in grado di eliminare istantaneamente la gattocertola, a meno che non si trovi in una camera di ibernazione, con conseguente obbligo di avere lo stomaco pieno a sufficienza. Non è certo finita qui. I check point sono pochissimi e collocati in punti distanti tra loro e il sistema di controllo risulta incredibilmente impreciso, particolarità che fanno di Rain World un'esperienza al limite del frustrante.

TECNICA

Gli sviluppatori hanno pensato ad un ecosistema incredibilmente vivo. La flora e la fauna sono convincenti e si intrecciano in maniera perfetta, garantendo di fatto una serie di interazioni curate sotto ogni punto di vista. Il motore grafico si basa sulla concezione della pixel art, quasi minimale, ma il risultato è in grado di garantire un impatto visivo tanto evocativo quanto efficace. La contrapposizione delle tonalità è in grado di colpire l'attenzione del giocatore e accompagnarlo in un'esperienza tanto cruda quanto severa.

Ottimo il comparto audio. I ritmi passano da momenti calmi e quasi rilassanti a composizioni elettroniche in grado di esaltare le diverse fasi di gioco.

COMMENTO FINALE

Rain World è il classico esempio di occasione mancata. Da un lato abbiamo meccaniche convincenti in grado di tenere il giocatore incollato allo schermo, il tutto coadiuvato da un comparto tecnico davvero ispirato. Dall'altro gli sviluppatori non sono stati in grado di proporre un'esperienza bilanciata. L'IA è fin troppo severa e l'assenza di un tutorial approfondito rendono l'approccio all'esperienza davvero difficoltoso.

  • GAMEPLAY 6
  • TECNICA 8
  • LONGEVITA' 6
  • MULTIPLAYER -
  • GLOBALE 6,5

VERSIONE TESTATA: PC

TITOLO DISPONIBILE SU PC, PLAYSTATION 4


Impatto visivo convincenteTrama tutta da scoprireGameplay interessante
IA troppo severaManca il tutorial
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6

Commenti

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TheZeion

tutto molto bello, ma un'osservazione: gli autori rileggono gli articoli prima di pubblicarli? Almeno in questo caso, evidentemente no...

EMARCEUS

The wannabe Ori is here!

ActzeRaptor

se fosse un problema di bilanciamento potrebbero sistemarlo anche abbastanza agevolmente con qualche patch, il problema è se ci sarà la volontà, visto che al giorno d'oggi se un titolo non si atteggia a souls-like sembra quasi che non valga nulla

diodema

Infatti... pensavo fosse solo mio problema di capire su quale piattaforma sarebbe stato disponibile un gioco.

Sim-1

Dalle foto mi ricorda Ori... ma da quello che scrivete non sembra nemmeno lontanamente paragonabile purtroppo. Bravi che FINALMENTE avete imparato a scrivere su che piattaforme è disponibile.

Lucagildo

Ma che roba è

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