Dishonored - La morte dell'Esterno: la nostra recensione

27 Settembre 2017 2

Dishonored: La morte dell'Esterno ha lo stesso ruolo di Uncharted: L'Eredità Perduta: stiamo infatti parlando di un'espansione stand-alone incentrata nell'universo di Dishonored che racconta però una storia slegata da quella narrata nell'ultimo capitolo , mantenendo struttura e meccaniche di gioco dell'originale.

Alcuni aspetti sono stati semplificati e altri completamente eliminati. Sono stati aggiunti nuovi poteri, implementati i Contratti, si vestono i panni di una sola protagonista e il level design delle ambientazioni ancora una volta è impeccabile. La domanda è una sola: Arkane Studio sarà riuscita a superarsi, proponendo un titolo superiore a Dishonored 2?

TRAMA

Nell'ultimo episodio di Dishonored, ad inizio avventura, eravamo chiamati a scegliere se vestire i panni della bella Emily o optare per il noto Corvo Attano, due personaggi dotati di poteri ed abilità differenti. Questa volta invece non abbiamo scelte iniziali da compiere: La Morte dell'Esterno infatti è incentrata sulla misteriosa e sfuggente figura di Billie Lurk.

Gli eventi raccontati sono ambientati alcuni mesi dopo la fine dei fatti avvenuti in Dishonored 2 e Billie, al comando della nave Dreadful Wale, parte alla volta di Karnaca per cercare il suo mentore, l'assassino Daud scomparso ormai da molto tempo. Dopo una serie di ricerche finalmente si scopre che Daud è tenuto prigioniero da una setta di invasati: a noi il compito di salvarlo.

Il nostro primo obiettivo quindi è quello di strappare dalle grinfie della setta il letale assassino ma la missione non è nulla in confronto a quello che ci attende subito dopo. Una volta portato in salvo, in pessime condizioni di salute, Duad ci affida infatti un ultimo incarico: uccidere l'entità sovrannaturale, conosciuta con il nome di "Esterno", colui che ha offerto i poteri a Corvo, ad Emily e al nostro mentore. Ucciderlo ovviamente non sarà impresa semplice: per farlo dovremo recuperare una speciale arma in mano ad una setta che studia l'Oblio.

Inizia quindi la nostra avventura: tra missioni principali, contratti, incarichi secondari e obiettivi opzionali esploreremo gli angoli più remoti ed oscuri dell'universo di Dishonored. Scopriremo nel dettaglio la storia e gli scopi dell'Esterno, considerato da Daud la causa di tutti i mali, e porteremo alla luce storie secondarie, intrighi e cospirazioni, parlando con strani personaggi, leggendo brevi note, documenti e magari ascoltando anche i pensieri di qualche branco di topi.

Narrativamente parlando, la nuova avventura di Arkane Studio non delude le aspettative e offre un intreccio di interessanti storie che fanno da sfondo e si collegano alla trama principale, coinvolgendo i veterani della serie ma anche nuovi giocatori che non hanno bisogno di conoscere il passato per riuscire ad essere coinvolti.

GAMEPLAY

La Morte dell'Esterno poggia ovviamente le basi sulle meccaniche dell'ultimo episodio donando ai giocatori la libertà di scegliere in che modo affrontare i vari incarichi. Possiamo quindi andare diretti, a testa bassa verso l'obiettivo, facendo una vera e propria carneficina, oppure optare per uno stile di gioco stealth, agendo nell'ombra, utilizzando tecniche non letali e passando inosservati sfruttando vie alternative, condotti d'areazioni, tetti e cornicioni.

Inizialmente Billie non è dotata di nessun potere sovrannaturale, fatta eccezione per l'abilità di poter parlare con i ratti. Ad un certo punto l'Esterno, però, decide misteriosamente di aiutarla e, in cambio di un braccio ed un occhio, le dona dei poteri speciali.

Entrano quindi in gioco tre inedite abilità: Dislocazione, Somiglianza e Preveggenza. La prima è una sorta di teletrasporto che permette a Billie di spostarsi rapidamente da un punto all'altro dell'ambientazione tramite la creazione di una attiveremo invisibile. Il potere risulta inoltre molto utile anche in fase offensiva: teletrasportandoci nello spazio occupato da un nemico attiveremo una vera e propria esplosione che annienta l'avversario causando danni anche a Billie.

Somiglianza permette di prendere le sembianza di una qualsiasi persona precedentemente stordita, superando indenni zone molto pericolose. Preveggenza infine ferma il tempo permettendoci di girovagare in forma spirituale, nell'ambientazione al fine di marcare guardie, nemici e oggetti tra cui gli Amuleti d'Osso.

I vari poteri sono legati ad una barra che si ricarica con lo scorrere del tempo. Non essendo effettivamente collegati all'iconico marchio dell'Esterno, il team di sviluppo ha infatti optato per eliminare le fiale di rigenerazione del mana: tale scelta permette di usare con maggiore frequenza i poteri, diminuendo però la difficoltà generale del gioco ma rendendo il tutto più divertente e dinamico in quanto si possono sperimentare varie soluzioni nel corso degli incarichi.


Nettamente semplificato invece il sistema di potenziamento della nostra protagonista con l'eliminazione dell'albero della abilità e delle rispettive Rune. Rimangono quindi solo gli Amuleti d'Ossa (normali e Corrotti) che, sparsi nelle varie ambientazioni, conferiscono a Billie alcuni bonus extra.

Il sistema legato al crafting rimane identico al passato e dona una possibilità tutt'altro che marginale. Possiamo infatti creare nuovi Amuleti d'Ossa (distruggendo quelli in nostro possesso) in grado di includere più bonus. I preziosi oggetti sono molti e dotati delle più disparate abilità ma gli slot disponibili nella ruota per equipaggiarli sono limitati. Presente l'immancabile Mercato Nero, utile per rifornirsi di munizioni e per potenziare l'equipaggiamento, aumentando ad esempio il raggio d'azione di granate e mine. Ogni acquisto e potenziamento però richiede l'esborso di una certa quantità di denaro e quindi diventa necessario esplorare con attenzione gli angoli più remoti di Karnaca per entrare in possesso di oggetti più o meno preziosi.

In aggiunta possiamo svolgere una serie di Contratti: si tratta di missioni secondarie che si ottengono consultando la bacheca del Mercato Nero. Gli incarichi proposti sono ben diversificati e tra omicidi su commissione, particolari rapimenti, furti, borseggi, pedinamenti e ricerche di persone scomparse abbiamo modo di sperimentare stili di gioco nuovi.

Completamente assente il sistema di Caos: non esistono più conseguenze alle nostre azioni. Possiamo infatti dare vita a delle vere e proprie carneficine, eliminando tutti coloro che ostacolano la nostra missione senza preoccuparsi dei terribili nidi di mosche assettate di sangue e dell'epilogo dell'avventura che di fatto è influenzato da una sola scelta da prendere nell'ultima missione.

In generale la struttura di Dishonored: La morte dell'Esterno non presenta differenze sostanziali con l'ultimo capitolo e quindi le cinque missioni della storyline principale ci portano in delle ambientazioni sandbox, alcune leggermente più lineari mentre altre più aperte. Le fasi esplorative risultano fondamentali per godersi al meglio l'esperienza di gioco ed immergersi totalmente nel background narrativo.

Non esiste un modo giusto o sbagliato di giocare alla Morte dell'Esterno. Le varie missioni possono essere portate a termine mantenendo un approccio furtivo e facendo meno vittime possibili oppure, per chi predilige uno stile di gioco più improntato verso l'azione, grazie alle granate, alle mine, a speciali dardi e alla spada possiamo dare vita a delle vere e proprie stragi. Il combattimento ravvicinato però non è consigliabile, la nostra affilata spada può salvarci la vita in uno scontro uno contro uno ma quando i nemici sono in superiorità numerica l'unica speranza di sopravvivenza è la fuga.

TECNICA

Indubbiamente a livello tecnico non si può non elogiare l'ottimo level design della varie ambientazioni, sia in esterno che negli edifici, che sprona il giocatore a trovare soluzioni differenti e ad usare ingegno e creatività per arrivare all'obiettivo designato dalla missione. I vari livelli sono abbastanza ampi e sviluppati anche in verticale. Si hanno effettivamente innumerevoli possibilità per passare inosservati ed agire senza essere visti: tra cornicioni, tetti, cunicoli, passaggi segreti, condotti d'areazione, balconi ed appartamenti c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Visivamente i paesaggi, gli interni degli edifici e i luoghi più oscuri di Karnaca sono ricchi di dettagli, evocativi e immersi in un'iconica atmosfera steampunk. Non mancano oggetti da raccogliere, bizzarri NPC con cui parlare, testi, note e documenti da leggere che impreziosiscono ed ampliano il comparto narrativo con storie secondarie e brevi incarichi da portare a termine.

Nonostante Arkane Studio abbia dato vita ancora un volta ad ambientazioni ispirate, gli sviluppatori non sono riusciti a superarsi: non abbiamo trovato nulla di simile all'indimenticabile Villa Meccania di Dishonored 2 che con i suoi passaggi segreti, leve da azionare, i sistemi di sicurezza, i muri di luce e i temibili Meccanosoldati rimarrà sempre nei nostri cuori. Nulla da segnalare sul fronte del doppiaggio e neppure sulle musiche di accompagnamento in grado di farsi apprezzare.

CONCLUSIONE

Non sappiamo se Dishonored: La morte dell'Esterno segna la conclusione della serie o pone le basi per una nuova storia, sicuramente è uno spin-off imperdibile per tutti gli appassionati del gioco di Arkane Studio.

Molti aspetti sono stati semplificati rispetto a quanto visto nel precedente episodio: i poteri in nostro possesso sono solo tre per tutta l'avventura, non si possono sviluppare, gli elisir di mana sono completamente assenti, il livello di difficoltà cala ed è stato eliminato anche il sistema di Caos.

Nonostante le mancanze appena citate, il gameplay diventa più dinamico e permette di sperimentare approcci diversi senza prestare troppa attenzione agli elisir di mana e alle conseguenze dovute ad un livello di Caos elevato. L'implementazione dei Contratti inoltre allunga inevitabilmente la longevità del gioco e propone interessanti incarichi ben diversificati. Buona anche la rigiocabilità con la possibilità di affrontare nuovamente i vari livelli al fine di trovare tutti i collezionabili. Completando l'intera avventura si sblocca la modalità Partita Originale Plus che inserisce alcuni poteri visti in Dishonored 2.

Sicuramente La morte dell'Esterno non riesce a raggiungere gli eccellenti risultati ottenuti da Dishonored 2 tuttavia rimane comunque un ottimo titolo e un eccellente stealth game avvantaggiato dal prezzo di soli 29.99 euro.

GAMEPLAY PIU' DINAMICO CONTRATTI DIVERSIFICATI E BEN STRUTTURATILEVEL DESIGN ECCELLENTE....
...MA NON RIESCE AD EGUAGLIARE QUELLO DI DISHONORED 2SOLO TRE POTERICRESCITA E SVILUPPO DI BILLIE TROPPO ESSENZIALE
  • GAMEPLAY: 8,5
  • TECNICA: 8
  • LONGEVITA': 8
  • MULTIPLAYER: -
  • GLOBALE: 8,5

VERSIONE TESTATA: XBOX ONE (disponibile anche su Playstation 4 e PC)

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Commenti

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PatrickBateman47

In attesa che Bethesda faccia uscire anche questo franchise su Switch.

momentarybliss

Eh, proprio il gioco per Eusebio Di Francesco

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