The Evil Within 2: la nostra recensione

24 Ottobre 2017 12

Il genere del survival horror è tornato in auge anche grazie a The Evil Within, avventura sviluppata da Tango Gameworks in grado di dare ai giocatori un'esperienza non proprio originale, ma comunque davvero interessante. Sul mercato arriva The Evil Within 2, questa volta però seguito dal padre di Resident Evil, Shinji Mikami, solamente in veste di producers.

Gli sviluppatori hanno quindi deciso di variare le carte in gioco catapultando il videogiocatore in un'avventura apparentemente più libera e varia che mantiene comunque qualche piccola problematica. Andiamo quindi ad analizzare The Evil Within 2.

TRAMA

The Evil Within 2 si posiziona cronologicamente qualche anno dopo il termine del primo capitolo. Ancora una volta lo STEM è il vero protagonista della vicenda, congegno sfruttato da Mobius per creare Union, location che ripropone lo scheletro di una cittadina americana popolata da persone provenienti dal mondo reale attraverso la forza della mente di Lily, figlia del detective Castellanos e creduta morta durante un incendio. Alla nuova scomparsa della bimba, il mondo creato si trova di fronte ad un vero e proprio collasso a causa del caos scatenato da alcuni psicopatici, pronti a sfoderare il proprio istinto omicida. Castellanos dovrà nuovamente sistemare le cose e salvare la piccola Lily.

La trama è interessante e riesce a tenere il giocatore con il fiato sospeso per le circa quattordici ore necessario a terminare l'avventura. Durante le fasi esplorative sarà possibile scovare indizi in grado di approfondire la narrazione, trovare oggetti per potenziare le armi, affrontare missioni secondarie e altro. Sarà inoltre possibile addentrarsi nella psiche degli abitanti della cittadina e affrontare diversi momenti imperdibili.

L'aria che si respira nel gioco è vicinissima ai vari Silent Hill, Outlast e Resident Evil 7. I momenti "jump scare" sono meno importanti ma in alcune circostanze non sarà facile continuare a guardare lo schermo a causa della presenza di abomini di ogni genere.

GAMEPLAY

Il gameplay di The Evil Within 2 non si discosta da quello visto nel primo capitolo della saga. Sebastian ora dispone di alcune mosse d'attacco e difesa aggiuntive, mentre il resto è rimasto praticamente invariato. Il vero fiore all'occhiello del gioco è il level design, questa volta in grado di alternare fasi lineari a sezioni completamente open world, liberamente esplorabili. La soluzione è in grado di garantire una sorta di pausa dalle fasi opprimenti all'interno delle anguste ambientazioni e far tirare così un sospiro di sollievo. Sta al giocatore quindi decidere se investire più o meno tempo nelle varie zone aperte, sempre tenendo conto delle munizioni limitate.

Il numero dei proiettili non è scarso ma risulta ben bilanciato in maniera da non trasformare il gioco un uno shooter. Il videogiocatore sarà infatti chiamato, nella maggior parte delle volte, a sfruttare l'ambiente circostante, analizzare la situazione e trovare la soluzione meno pericolosa per abbattere le diverse creature presenti sullo schermo. Effettuare uccisioni alle spalle o da vari ripari è quindi la tattica migliore da sfruttare, anche se la IA non è comunque in grado di mettere in atto strategie offensive raffinate. I boss sono invece molto più ostici, di conseguenza è necessario studiarne bene il pattern e agire di conseguenza, magari utilizzando i diversi oggetti presenti nello scenario.

Tra le novità spicca senza dubbio un dispositivo in grado di rilevare le voci dal passato e punti in cui è possibile godersi le storie delle vittime, le quali sono in grado di portare il giocatore verso alcuni obiettivi secondari. Convincente anche il sistema di sviluppo, modificato rispetto al primo episodio e ora in grado di suddividere skill legate alle armi e alle abilità del personaggio. Presenti inoltre anche dei veri e propri banchi di lavoro dove sarà possibile potenziare le armi, creare oggetti e munizioni, il tutto tramite l'utilizzo di oggetti raccolti durante le fasi esplorative.

TECNICA

Il comparto tecnico di The Evil Within 2 svolge un buon lavoro, seppur non sia in grado di sfruttare al massimo la potenza delle console di nuova generazione. L'impatto visivo risulta evocativo ma al contempo non si ha mai l'impressione di avere di fronte ambienti finemente curati a causa di texture non rifinite. Ottima invece la gestione dell'illuminazione e soprattutto la presenza di location piacevoli da osservare.

Ottima sia la regia che gli effetti speciali messi in campo, i quali garantiscono un'atmosfera costantemente angosciante, arricchita da una sensazione di essere continuamente braccati dagli abomini che infestano la zona. La colonna sonora mantiene il giocatore sulle spine in maniera assidua mentre il doppiaggio in italiano ha davvero verve da vendere.

COMMENTO FINALE

The Evil Within 2 propone davvero pochissime novità. La trama interessante e una nuova ambientazione fanno da cornice ad un'avventura molto simile al primo capitolo, arricchita solamente da alcuni elementi legati al gameplay. Se da un lato è davvero impossibile non apprezzare la presenza delle fasi Open World, dall'altro non siamo rimasti soddisfatti da un comparto tecnico non ai massimi livelli.

The Evil Within 2 è comunque un ottimo titolo che merita di essere affrontato e soprattutto approfondito.

  • GAMEPLAY 8,5
  • TECNICA 8
  • LONGEVITA' 8,5
  • MULTIPLAYER -
  • GLOBALE 8,5

TITOLO TESTATO SU PLAYSTATION 4 -DISPONIBILE ANCHE SU PC E XBOX ONE


GAMEPLAY RIFINITOBOSS IMPEGNATIVIOPEN WORLD APPREZZABILETRAMA INTERESSANTE
MOTORE GRAFICO NON AI MASSIMI LIVELLIPOCHE NOVITA'
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Commenti

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Actze

per la grafica ci sono i nexusmods (pcmasterrace)

Damiano Galasso

costa meno di 10€, non capisco come mai non è ancora stato giocato da molte persone che hanno intenzione di prendere questo capitolo!

pdor

Ma sono collegati come storie? con il primo intendo.

Nickever Professional™

ah si la parte iniziale poco dopo il rapimento dici? va beh dai era una sciocchezza come sequenza, vedessi cosa si erano inventati gli sviluppatori andando avanti con la storia

vincenzo francesco

Il primo capitolo lo devo ancora giocare - _-"
Le due volte che lo avevo iniziato non riuscivo ad aggirare il tipo grande e grosso per rubargli le chiavi e scappare e dopo poco ho desistito, ma appena ho un po' udì tempo libero mi piacerebbe riprenderò in mano!

Gaston_3®

Nel mio caso la grafica aiuta molto nell'immersione nel gioco.
La cosa è soggettiva e ad altri può anche non fregare, non lo metto in dubbio.

pdor

ma stica della "GRAFICA" spacca mascella l'importante è un gameplay funzionante,ed una buona trama in questo caso.

Nickever Professional™

ma perchè, oblivion aveva una grafica da spacca mascella forse?

Gaston_3®

Bathesda a livello grafico non sta facendo faville, mi spiace. I tempi dei giochi spacca mascella come Oblivion sembrano andati.

Torpilla

È bello, punto! Tutte le sere mi cago addosso, speriamo di finirlo velocemente

Nickever Professional™

Oh finalmente anche la vostra rece è arrivata, grandi anche se secondo me non sarebbe male se iniziaste a sperimentare le vostre prime videorecensioni.
Il primo capitolo è stata una vera e propria piacevole sorpresa, curioso di provare anche questo nuovo episodio.

IRNBNN

Io devo ancora giocarmi il primo xD cmq fa piacere che questo secondo capitolo sia bello, almeno so che se daro fiducia a questo brand almeno avro anche questo secondo titolo da giocare

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