Moss: la nostra recensione su Playstation VR

29 Marzo 2018 7

Nonostante sia ormai sul mercato da ben più di un anno, PlayStation VR continua a non disporre di un titolo che riesca ad imporlo nell’immaginario collettivo come periferica indispensabile per il gaming, così da spingere le vendite ai livelli della console con cui viene utilizzato. Farpoint e Resident Evil VII, sotto molti punti di vista, sono andati vicino a compiere quest’impresa anche se, pur trattandosi di titoli validissimi, il risultato non è stato fino in fondo quello sperato.

Moss è il titolo di Polyarc che ha come protagonista la topolina Quill che, nonostante il tenero aspetto e le dimensioni ridotte, ha grinta da vendere e ambisce a diventare la mascotte di cui PlayStation VR avrebbe probabilmente bisogno per imporsi sul mercato.

Disponibile solo su Playstation VR

TRAMA

La trama su cui pone le proprie fondamenta Moss è piuttosto classica e non si discosta poi molto dalla tipica fiaba in cui l’eroina di turno, interpretata come detto dalla topolina Quill, si trova per una pura casualità a dover compiere un’impresa molto più grande di lei: salvare il suo regno e il vecchio zio Argus dalla consueta avanzata delle forze del male, qui interpretate da creature meccaniche dalle sembianze insettoidi.

Naturalmente nel suo viaggio Quill non sarà sola e potrà contare sull’aiuto di Aderyn, una strana creatura alata che il più delle volte apparirà unicamente come una sfera luminosa rosa, e su quello del "lettore", il giocatore. Quest'ultimo, contrariamente a quanto accade in qualsiasi videogame, non si occupa solo di seguire l’avventura da fuori comandando la protagonista ma interagisce direttamente con lei e con i personaggi della fiaba, sono consci della sua presenza e del suo ruolo.

GAMEPLAY

Moss non è un titolo complesso da interpretare, ma basa il suo gameplay su una serie di enigmi interessanti e mai frustranti e su un sistema di controllo decisamente ben studiato e discretamente originale.

Di base, come di consueto, viene richiesto di muovere la protagonista per i vari capitoli in cui è suddiviso il gioco e di affrontare i nemici che via via le si parano di fronte. Per poter proseguire è necessario anche interagire direttamente con l’ambiente di gioco o i nemici stessi, utilizzando i grilletti del controller e quella luce blu che un po’ tutti abbiamo sempre pensato essere fondamentalmente inutile.

Tramite il puntamento via DualShock 4 possiamo prendere il controllo dei nemici per facilitarne l’abbattimento, obbligarli ad aprire il fuoco contro i loro compagni ma anche interagire direttamente col fondale, muovendo piattaforme e ripari per poter permettere a Quill di avanzare senza intoppi. La nostra presenza nel gioco è anche fondamentale per far sopravvivere la protagonista, in quanto l’unico modo di farle riacquistare vita dopo aver subito un colpo (ne bastano tre o quattro per farla finire all’altro mondo), consiste nell’acchiapparla per un istante col controller, al fine di ripristinare la sua salute.

Come detto qualche riga fa, Quill è ben conscia del nostro aiuto e della nostra presenza nel gioco e può capitare che si rivolga direttamente a noi, indicandoci il punto dove dirigerla per proseguire, o semplicemente mostrandoci la sua approvazione per il nostro operato (un trofeo ad esempio, per essere ottenuto richiede di “dare il cinque” alla topolina). Non è nulla di indispensabile ai fini del gioco ma è una trovata simpatica che aumenta senz’altro il feeling col titolo Polyarc.

Moss vanta quindi un gameplay divertente e ben costruito e non ha veri e propri punti deboli, eccezion fatta per qualche difficoltà nel puntamento di alcune zone del fondale e per la schivata un po’ troppo complessa da eseguire. Peccato solo che soffra del classico problema di tutti i giochi usciti su PlayStation VR, ossia la brevità: difficilmente impiegherete più di quattro o cinque ore per completarlo, ad eccezione dei "cacciatori di trofei"

Insomma, tenere in testa il VR per parecchio tempo può essere faticoso e non alla portata di tutti, però chi sviluppa titoli per la periferica Sony dovrebbe capire che non è vietato fare delle pause quando si è stanchi: sarebbe il caso che cominciassero a circolare prodotti dalla longevità più consistente visto che è proprio questo aspetto che va a penalizzare non poco il gioco sviluppato da Polyarc.

TECNICA

Dal punto di vista grafico Moss non è incredibile ma riesce a far bene il suo compito, ponendosi tra i titoli graficamente più puliti in circolazione su PlayStation VR.

I giochi per il visore Sony risultano sempre piuttosto vetusti, a causa soprattutto dei limiti tecnici della periferica, ma in Moss non si notano fortunatamente grossi problemi e il comparto grafico risulta sempre fluido e discretamente dettagliato, permettendo così di apprezzare maggiormente le animazioni della protagonista e i paesaggi fiabeschi che fanno da sfondo alla sua avventura.

Di contro gli avversari di Quill, benché siano all’altezza del resto della produzione e presentino anch’essi animazioni di buon livello, non brillano mai per varietà, dato che esteticamente tutta la produzione si basa su di una piccola manciata di modelli poligonali ripetuti all’infinito.

Per quanto riguarda invece quella sensazione di essere all’interno del gioco, tipica dei videogame che supportano la realtà virtuale, Moss non è proprio ineccepibile: occorre precisare che Polyarc, vista la tipologia del titolo sviluppato, ha optato per una visuale in terza persona che permette di avere sott’occhio tutta l’area di gioco senza alcun tipo di problema. Così facendo, però, si perde un bel po’ di immedesimazione.

Il comparto audio si basa su una più che discreta e mai invasiva colonna sonora, su effetti che fanno il loro dovere (in particolare i simpatici squittii della protagonista) e su un parlato in lingua inglese di ottima qualità che purtroppo, anche da sottotitolato, può dare qualche grattacapo alle persone non troppo avvezze all’utilizzo della lingua d’oltremanica a causa dell’impiego di alcune forme lessicali non proprio comuni nei videogames.

Va comunque detto che resta il rammarico nel constatare come la nostra lingua sia stata completamente ignorata dagli sviluppatori che hanno invece preferito localizzare il gioco perfino in coreano, oltre che nei tre idiomi maggiormente parlati in occidente.

CONCLUSIONE

Moss è uno dei titoli migliori attualmente disponibili per PlayStation VR, un piccolo gioiellino nella softeca dedicata alla periferica Sony, che ha la pecca di durare troppo poco e che purtroppo non potrà essere apprezzato da tutti per via della completa mancanza dell’italiano. Detto ciò, se siete amanti delle atmosfere fiabesche e la lingua non è un problema, aggiungete pure mezzo punto alla valutazione finale, perché si tratta di un titolo che saprà sicuramente conquistarvi.

TECNICAMENTE DI BUON LIVELLOSISTEMA DI CONTROLLOENIGMI AMBIENTALI BEN STUDIATI
MANCA LA LINGUA ITALIANASCHIVATA LEGGERMENTE OSTICA DA ESEGUIREBREVE
  • GAMEPLAY 8,5
  • TECNICA 8,5
  • LONGEVITÀ 5,5
  • MULTIPLAYER -
  • GLOBALE 8
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Thanks to Matteo Ciresa

7

Commenti

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Jardim

l ennesimo titolo vr da...
.... scaffale digitale..

boosook

Finalmente topa in VR. :) (forse solo per i toscani...)

ghost

Se era in italiano prendeva 9

Matteo Ciresa

Essendo quasi vecchio, concettualmente sono d' accordo con te, ma saranno ormai vent' anni che per il voto globale non si usa più la media matematica, quindi gli ho dato 8 comunque.

Ferruccio Bighedure

non sono stati pagati per pubblicizzarlo a 7,5 ;)

Carlo

naaaa, è una tua opinione, la loro è 8... :D

Elris

(8,5+8,5+5,5)/3= 7,5 :)

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