The Lost Child: la nostra prova | Colpi di Fulmine

29 Giugno 2018 2

The Lost Child è il dungeon drawler creato dall'autore di El Shaddai: Ascension of the Metatron, titolo d'azione - non particolarmente acclamato - uscito su Playstation 3 e Xbox 360 ben 7 anni fa. Il nuovo gioco vuole quindi essere una sorta di spin-off con un gameplay tipico dei dungeon RPG impreziosito però da alcune novità.

A differenza di altri esponenti del genere, The Lost Child proporrà infatti un comparto narrativo che non sarà un semplice espediente ma garantirà una trama caratterizzata persino da colpi di scena interessanti. Il tutto sarà accompagnato anche da un sistema di progressione particolare che strizza l'occhio ai giochi dei Pokemon: collezionismo ed evoluzione saranno quindi due delle parole d'ordine di The Lost Child.

Sarà scoccato il Colpo di Fulmine?

Testato su Playstation 4 (disponibile su Playstation Vita e Nintendo Switch)

CONTENUTI E GAMEPLAY

Inaspettatamente, la storia alla base di The Lost Child non sarà un semplice espediente per giustificare le numerose battaglie all'interno di dungeon, ma le vicende narrate risulteranno sin da subito interessanti, misteriose e coinvolgenti a patto di accettare la mancata localizzazione in italiano.

I giocatori si troveranno a vestire i panni di Hayato, un giovane giornalista dell'occulto: incaricato direttamente da Dio, il suo compito sarà quello di salvare il mondo fermando un'invasione di demoni, angeli e angeli caduti, denominati Astral, che hanno l'obiettivo di annientare ed eliminare definitivamente la razza umana.

I combattimenti saranno quindi l'elemento portante dell'intero gameplay. Le varie battaglie si baseranno su una struttura a turni, i nemici - come tradizione impone - appariranno in modo totalmente casuale e Hayato dovrà scegliere quali creature uccidere e quali catturare per farle combattere al suo fianco.

In battaglia saremo ovviamente equipaggiati a dovere, dotati anche della pistola Gangour, capace di infliggere ai nemici un vero colpo di grazia dal nome Astral Burst. L'efficacia e la potenza "dell'attacco speciale" però varierà in base alle creature (Astral) schierate sul campo di battaglia e ai proiettili elementali utilizzati.

Catturare le entità malvagie sarà fondamentale, ma prima di utilizzarle dovranno essere purificate, successivamente saremo in grado di inserirle in squadra, potenziarle ed infine evolverle con il sistema EVILve, in perfetto stile Pokemon.

Ogni Astral avrà abilità peculiari, punti di forza e relative debolezze, di conseguenza per evitare di essere annientati - sopratutto dai boss di fine "livello" - sarà necessario avere un party equilibrato con "demoni purificati" capaci di far fronte ad ogni situazione. Oltre ad Hayato e Lua (entrambi obbligatori), si potranno schierare in squadra sino ad un massimo di tre Astral che potranno essere scambiati - anche in fase di combattimento - con quelli che stazionano in panchina.

Al termine di ogni battaglia, Hayato e Lua guadagneranno esperienza ed immancabili oggetti per equipaggiarsi al meglio, ma si otterrà anche un certo quantitativo di Karma che, diviso in tre categorie, sarà indispensabile per incrementare il livello degli Astral sino al level cap (varia da creatura a creatura).

Una volta raggiunto il livello massimo, si potrà evolvere l'Astral che tornerà allo stadio iniziale ma il suo level cap sarà aumentato, cambierà aspetto estetico ed apprenderà nuove tecniche di combattimento. I "demoni purificati" inoltre aumenteranno le loro abilità anche sul campo di battaglia, di conseguenza sarà fondamentale cambiare spesso la formazione del party al fine di evitare che alcuni Astral rimangano troppo "indietro".

LE NOSTRE IMPRESSIONI

The Lost Child è un JRPG dungeon crawler con una struttura di combattimento e progressione profonda, diversificata che aggiunge agli scontri una buona dose di strategia con un livello di sfida tutt'altro che semplice: alcuni boss infatti saranno molto ostici e se non si avrà un party all'altezza il KO sarà inevitabile.

Il sistema di livellamento con l'evoluzione degli Astral aggiunge sicuramente un tocco in più al titolo, tuttavia andrà padroneggiato a dovere ed usato con intelligenza altrimenti il "Game Over" sarà sempre dietro l'angolo. Evolvere un Astral significherà infatti tornare al livello iniziale con quella creatura, di conseguenza avere Karma - per recuperare alcuni livelli - sarà indispensabile sopratutto in prossimità di boss fight: in alternativa si dovrà prendere parte a lunghe ed estenuanti sessioni di grinding che potrebbero far storcere il naso ad alcuni giocatori.

Eccellente il lavoro svolto sulle innumerevoli creature che faranno la gioia di tutti gli appassionati di collezionismo, spronati ad esplorare ogni singolo anfratto del mondo di gioco. Immancabili inoltre gli enigmi ambientali, in alcuni casi però davvero troppo frustranti, presenti anche innumerevoli dialoghi a scelta multipla (a seconda della risposta garantiranno Karma extra) e scene in perfetto stile visual novel.

I modelli utilizzati per Astrals e NPC sono indubbiamente curati, dettagliati e vari sia esteticamente che in termini di abilità e caratteristiche. La struttura del mondo di gioco invece non vanta la stessa cura con dungeon ed ambientazioni, sicuramente vaste, ma non particolarmente ispirate, poco intriganti, ripetitive, con texture di bassa qualità e un livello di elementi di contorno ridotto al minimo sindacale. La visuale in prima persona inoltre potrebbe non essere apprezzata da tutti.

Nota di plauso invece per il comparto narrativo coinvolgente con colpi di scena che aggiungono quel tocco in più all'intera storia. Nulla da segnalare neppure sulla buona struttura dell'interfaccia di gioco e dei menu che permetteranno di gestire liberamente equipaggiamenti, abilità di Hayato, Lua e l'intera collezione di Astral catturati.


Colpo di Fulmine ? Sì, ma solo per gli appassionati di dungeon crawler che troveranno in The Lost Child un valido esponente del genere a patto comunque di accettare la mancata localizzazione in italiano, un aspetto visivo che sul fronte ambientazioni non eccelle e una soundtrack a tratti ripetitiva.

Il titolo propone una struttura che difficilmente abbraccerà un pubblico vasto, con un sistema di combattimenti casuali a turni che richiederà una buona dose di strategia. Il livello di sfida è tarato verso l'alto, non mancheranno sessioni di grinding e il sistema di progressioni è estremamente profondo ma andrà capito e padroneggiato al meglio per evitare continui KO. Sottolineiamo inoltre che i dialoghi sono presenti in quantità massiccia e, alcune volte - anche a causa della mancata localizzazione - risulteranno sin troppo prolissi.


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Commenti

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Vive

E' una copia di Shin Megami Tensei in tutto e per tutto.

Non sarebbe neanche malaccio ma chiedere 50 euro mi pare decisamente troppo.

Frankbel

Non ho capito se la trama è buona o meno. Nei dungeon crawler pretendo una storyline profonda che mi dia un perché devo affrontare ripetitivi dungeon millemila volte.

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