Pop Up Pilgrims Playstation VR: la nostra recensione

13 Settembre 2018 2

Giocando ormai da un po’ di anni, ed essendomi quindi fatto una certa esperienza sul campo, quando approccio un nuovo titolo so piuttosto bene cosa aspettarmi in termini qualitativi e sono veramente rare le volte in cui capita di iniziare un gioco con l’idea di trovarsi di fronte un prodotto scarso e di rimanerne invece piacevolmente sorpresi.

Fortunatamente, situazioni del genere avvengono ancora una volta ogni tanto e proprio Pop-Up Pilgrims, titolo di cui mi accingo a parlarvi, si rivela alla prova dei fatti un giochino senza troppe pretese, comunque abbastanza divertente e originale al punto da poterlo considerare una bella sorpresa. Non perdiamo altro tempo in inutili chiacchiere e andiamo a vedere insieme perché potrebbe valere la pena dare una possibilità al titolo sviluppato da Dakko Dakko.

Testato e disponibile solo su Playstation VR

TRAMA

Per giustificare le nostre azioni su schermo, gli sviluppatori hanno pensato di dotare Pop-Up Pilgrims di una banalissima e praticamente inconsistente trama, che ha l’unico pregio di spiegarci chi siamo e cosa dobbiamo fare perciò, prima di passare al cuore della recensione, spendiamo due parole riguardo i protagonisti del gioco.

Il semplicissimo intreccio narrativo studiato da Dakko Dakko ci vede assumere le sembianze del Dio Nuvola, signore dei pilgrims e possessore di alcuni talismani magici che alcuni demoni hanno ovviamente rubato mandando letteralmente in frantumi il mondo che si presenta nel gioco come un’accozzaglia di piattaforme sospese nel vuoto. Naturalmente l’unica soluzione a questo gravoso problema, è far sì che il Dio Nuvola rientri in possesso dei suoi preziosi talismani ed è questo il compito che andremo ad assolvere, grazie all’intervento dei pilgrims, che guideremo nel corso dell’avventura.

Non appena si comincia a giocare con Pop-Up Pilgrims, la prima cosa che viene in mente è il classico Lemmings di Psygnosis, perché il titolo Dakko Dakko lo ricorda davvero molto. Nei panni del Dio Nuvola infatti, il nostro compito è guidare i pilgrims alla fine dei livelli, facendo attenzione a non farli morire per mano dei nemici che si aggirano sulle piattaforme di cui è formato il mondo di gioco.

La faccenda però non è così semplice come potrebbe sembrare, dato che i pilgrims sono completamente indifesi e sprovvisti di spirito di conservazione, continuando a muoversi ininterrottamente sul loro percorso, ignorando completamente la presenza di un nemico che aspetta solo di ucciderli o una piattaforma a tempo che sta per sprofondare. Gli sviluppatori ci mettono quindi alla guida di un piccolo gruppo di strambi personaggiche non fa certo dell’intelligenza un punto di forza. Dobbiamo anche tenere presente che ognuno di loro non è rimpiazzabile e una volta passato a miglior vita sarà impossibile recuperarlo.


Fortunatamente il sistema di controllo alla base del gioco funziona piuttosto bene e utilizzare il VR per selezionare i pilgrims -come se stessimo usando un mouse - è molto intuitivo. Purtroppo lo stesso non si può dire riguardo i comandi da impartire col joypad, dato che sono spesso spiegati sommariamente: ad inizio gioco il rischio di rimanere alcuni istanti ad osservare lo schermo, senza capire cosa bisogna realmente fare, è abbastanza elevato. Una volta terminati i primi livelli però, si è perfettamente in grado di gestire la situazione, agendo sulla marcia dei pilgrims e spostandoli da una piattaforma all’altra tramite l’utilizzo di alcuni pulsanti da piazzare sul loro cammino, così da far loro eseguire le azioni necessarie al completamento del livello.

Infine, a dare una piccola marcia in più al gioco, c’è il multiplayer in locale, che consente di giocare assieme ad un amico che guarda la TV. Ho personalmente testato questa modalità con mio fratello ma purtroppo non ne siamo rimasti particolarmente colpiti per un paio di motivi: innanzitutto capita talvolta a chi gioca su TV di non vedere per intero i livelli, con gli ovvi problemi che ne conseguono. Cosa ancor più grave, la presenza del secondo giocatore si rivela piuttosto inutile dato che il maialino di cui prende il controllo può interagire coi pilgrims unicamente prendendoli a testate, oppure può raccogliere alcuni strani polpi stilizzati indispensabili per completare i livelli con una valutazione almeno sufficiente ma che non portano alcun tipo di sfida per raggiungerli.

Per quanto riguarda la durata del titolo invece, molto dipende da quanto siete interessati a salvare tutti i pilgrims e conseguentemente a sbloccare tutti i trofei. Per completare il gioco infatti non è necessario salvare tutti i sottoposti del Dio Nuvola e potreste anche riuscire a completare Pop-Up Pilgrims abbastanza velocemente. In questo senso il multiplayer, benché piuttosto inutile, si rivela perfino dannoso, dato che la presenza di un secondo giocatore semplifica un po’ le cose.

Il mio consiglio è perciò quello di insistere e di cercare di salvare tutti gli aiutanti del nostro alter ego, dato che il bello del gioco è proprio quello di riuscire a terminare i livelli nel miglior modo possibile, raccogliendo così il talismano d’oro.

TECNICA

Tecnicamente Pop-Up Pilgrims è praticamente nullo ma visivamente può essere considerato sufficiente, grazie alla mancanza di veri e propri difetti. Tutto si presenta come molto funzionale al gioco, benché gli sviluppatori non abbiano certo voluto arricchire il comparto tecnico con qualche chicca che ne rendesse più gradevole la fruizione.

Il titolo Dakko Dakko è completamente bidimensionale e stilisticamente molto semplice, ma vanta un buon livello di dettaglio, è quasi completamente immune al classico aliasing che affligge i titoli VR ed è scevro da qualsiasi problema di fluidità e dall’uso intenso del blur, poiché tutto il gioco si svolge su piattaforme situate all’interno di schermate fisse.

Purtroppo è quasi assente quella sensazione di essere dentro al gioco, tipica dei prodotti studiati per la realtà virtuale, e probabilmente ciò è dovuto alla totale assenza di tridimensionalità di tutto quello che appare a schermo, nonostante i protagonisti agiscano comunque su più livelli di profondità ma muovendosi sempre e solo da sinistra verso destra, o viceversa.

La parte audio invece, si riduce a qualche effetto piuttosto insignificante e ad alcuni brani orientaleggianti piuttosto azzeccati con l’ambientazione del titolo; peccato però che anche in questo caso Dakko Dakko abbia fatto il minimo indispensabile, visto che il numero di pezzi presenti è molto risicato, col rischio che la colonna sonora risulti abbastanza velocemente ripetitiva.

CONCLUSIONE

Se riuscite a passare oltre l’aspetto grafico davvero povero e ridotto ai minimi termini, scoprirete che Pop-Up Pilgrims è un titolo tutto sommato divertente e abbastanza diverso dagli altri, con cui riuscirete a passare alcune ore di relax, anche in compagnia, a patto che la persona che gioca con voi non sia di troppe pretese, dato che il cooperativo del titolo Dakko Dakko non è esattamente dei più appaganti. Dategli una possibilità insomma, e potreste trovare un buon motivo per divertirvi ancora qualche ora col vostro PlayStation VR.

LIVELLI DIVERTENTI E BEN STRUTTURATIPRESENTE IL MULTIPLAYER...TENTARE DI SALVARE TUTTI I PILGRIMS RISULTA DIVERTENTE
TECNICAMENTE MOLTO POVERO...MA .POTEVA ESSERE STRUTTURATO MEGLIOMA NON E' OBBLIGATORIO PER COMPLETARE IL GIOCO
  • GAMEPLAY: 8,5
  • TECNICA: 6
  • LONGEVITÀ: 8
  • MULTIPLAYER: 4,5
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Thanks to Matteo Ciresa

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Commenti

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SexyCaptain

spettacolo..solo che non ho il caschetto

stegerva

Scott Pilgrim!

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