Anteprima Days Gone. Quel che resta del giorno

06 Marzo 2019 31

Days Gone è uno di quei progetti annunciati in pompa magna e poi scivolati lenti nell’anonimato, vittime di un’identità confusa che non si sapeva dove volesse andare a parare. Né carne né pesce, l’esclusiva PlayStation 4 di Bend Studios sembrava destinata a essere solo una copia carbone di The Last of Us, apparentemente priva di quel dramma umano che ha reso la storia di Joel ed Ellie tanto emozionante per assomigliare invece a un Serious Sam che si prende sul serio.

Con un centauro e la sua fida motocicletta al centro della scena e orde di infetti da cui scappare o, eventualmente, da far esplodere, le componenti stealth e la sopravvivenza parevano dover cedere il passo al testosterone. Un Sons of Anarchy in salsa apocalittica, che rischiava di scivolare in un’esagerazione tarantiniana senza però quel guizzo che contraddistingue il regista e i suoi film. Dopo mesi di silenzio intervallati occasionalmente da filmati sempre uguali e demo che non riuscivano a trasmettere le intenzioni del gioco, Bend Studios ribalta le carte in tavola con una serie di trailer precisi e focalizzati, che mettono in luce la crudeltà di un mondo in rovina e mirano a creare una storia profonda, drammatica, umana.


C’è un retrogusto amaro nel vedere Deacon nel giorno forse più bello della sua vita, un matrimonio senza testimoni ma di cui in fondo non c’è bisogno, perché l’unica persona che vuole è davanti a lui. Gli sorride da un ricordo sbiadito, Sarah, e da una fotografia sgualcita alcuni anni più tardi, quando al “per sempre” si è sostituita la scommessa di sopravvivere un giorno in più.

Gli sviluppatori hanno dato a quella che sembrava la solita avventura post apocalittica un connotato diverso, spingendoci a domandarci se non sia questo il grande potere di un’epidemia, la sua maledizione e il suo regalo – non mutarci in bestie senza raziocinio, spinte da una fame insaziabile, grottesche creature di ossa e carne, no; soltanto trascendere e diventare nulla più che mostri in una pelle ancora troppo umana.

Con queste premesse mi sono quindi avventurata in un Oregon spesso troppo sottovalutato quando si parla di ambientazioni: l’ultimo survival horror, a memoria, ad aver usato Il Nord-ovest e le sue rigogliose foreste è stato Alan Wake e in questo senso Days Gone ne porta avanti il retaggio.

Il clima mutevole, i biomi differenti, l’alternanza giorno/notte, tutto influenza una lotta per la sopravvivenza che non è così scontata: a colpo d’occhio ci si rende subito conto quanto il numero di infetti presenti in giro sia superiore alla media cui ci hanno abituato molti altri giochi, ma soprattutto di come la nostra interazione con l’ambiente sia alla base di una lotta che ci vede partire in svantaggio.

Il gioco sembra quasi farsi beffe di noi, quando ci mette a disposizione un numero di proiettili oltremodo discreto con il quale potremmo difenderci… se non fossimo bloccati dalla consapevolezza che un rumore di troppo significherebbe attirare attenzioni sgradite. Ecco allora che la strada in discesa offerta da un proiettile si trasforma in una salita insidiosa, dove gli occhi sono anche e soprattutto dietro la testa, senza per questo dimenticare di guardare sempre in alto: non esiste infatti una sola categoria di Furiosi e gli sviluppatori hanno osato fare qualcosa che non si vede comunemente, per non dire mai, in un videogioco. Hanno concretizzato quel fatto per cui nessuno è immune al male, nemmeno i bambini, e sebbene non venga detto chiaramente basta guardare con attenzione queste sfuggenti creature per capire chi siano in realtà; sfigurati dall’infezione ci evitano forse un disagio scomodo, quello di aggredire chi invece sarebbe indifeso per antonomasia, ma ci sono e tanto basta.



Days Gone ci invita a uno scontro facile ma nel frattempo ci ricorda che il pericolo incombe in ogni momento, che la strategia è tutto e possiamo fare un ottimo uso di quanto ci circonda. L’antifurto di un’auto può essere la distrazione perfetta per superare un gruppo di infetti impossibile da cogliere singolarmente, mentre la pioggia al contrario potrebbe soffocare i nostri rumori (ma vale anche il contrario) e permetterci un approccio ugualmente cauto ma in un certo senso anche più azzardato – a maggior ragione quando cala il buio. L’Oregon è un mondo che vive di vita propria e dobbiamo imparare a comprenderlo, fare della sua forza la nostra forza e delle sue debolezze uno stimolo per fare meglio, evitando di lasciarci tentare da situazioni di comodo che potrebbero rivoltarcisi contro.

Pad alla mano, la prima cosa che si nota è la fluidità dei controlli. Tenere un basso profilo e uccidere i Furiosi non è mai stato così immediato e la mappatura dei comandi non lascia mai in dubbio su quale pulsante sia necessario a compiere una determinata azione.

L’albero delle abilità ci permette inoltre di migliorare i nostri aspetti in base allo stile di gioco che riteniamo più adatto a noi e, per quanto siamo riusciti a vedere, c’è abbastanza da diversificare gli approcci creando mix interessanti. Puntare sulla furtività è essenziale ma non va scordato che, in un mondo dove società è un concetto ormai sbiadito, gli infetti non sono i nostri unici nemici e gli esseri umani non avranno remore a far fuoco su di noi se dovessero scoprirci – spesso creando più problemi di quanti se ne vorrebbero. Nessun luogo al di fuori di un avamposto o un rifugio è mai davvero sicuro e a diversi biomi seguono altrettante tipologie di nemici: i luoghi freddi, inospitali, rendono i Furiosi più coriacei e implacabili, da temere più di quanto faremmo con quelli “normali”.

Altro fattore di cui dobbiamo sempre essere consapevoli è la durevolezza delle armi corpo a corpo: niente è eterno in Days Gone e potendo avere con noi un solo corpo contundente (o da taglio) è obbligatorio calcolare ogni possibilità, consapevoli soprattutto che la fuga non è mai una vergogna. Sapete come si dice – vivi oggi, combatti domani.

A patto che teniate le riserve di carburante della vostra moto sotto controllo. Fedele compagna delle nostre scorribande nel mondo esterno, non solo necessita di una riserva di benzina ma anche di una revisione costante per assicurarsi che non vada in pezzi: entrambe sono mostrate nell’interfaccia sia quando approcciamo il veicolo sia quando ci troviamo alla guida, rendendo facile tenerle d’occhio.


Nel complesso Bend Studios è riuscita a risollevare un’attenzione che era andata molto calando per Days Gone, minato da una continua riproposizione dello stesso scenario senza approfondimenti di sorta che aiutassero a capire di più il contesto e soprattutto il modo in cui l’avremmo vissuto: se ci sembrava uno spin-off di Sons of Anarchy con infetti al posto delle complesse dinamiche fra bande, dopo questa prova siamo pronti ad accogliere un progetto che vuole andare oltre soprattutto nella sua componente narrativa – superando gli stereotipi di sesso, droga e ruggito dei motori che fanno da sfondo all’immaginario delle gang statunitensi per indagare temi più profondi e complessi, come il legame che si crea tra i vari membri e grida più forte del sangue. Una vera e propria fratellanza.

"Abbiamo lavorato molto su questo aspetto e soprattutto su come far sì che l’identità del giocatore si fonda con quella del personaggio”, ha spiegato John Garvin, writer e director del gioco con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Perciò abbiamo optato per Deacon, un uomo semplice costretto a seguire una parabola ascendente che lo porterà dall’essere preda a divenire un cacciatore spietato, obbligato dalle circostanze e dalle emozioni che ne derivano; qualcosa che pensiamo possa fare presa sul giocatore perché si tratta di un cambiamento che occorre in entrambi e non soltanto in Deacon.

All’inizio sono impotenti come lui, spinti alla fuga da una situazione che non possono gestire, ma con il tempo si evolvono, vengono plasmati dal mondo stesso fino a diventare qualcosa di differente – non necessariamente migliore, perché sopravvivere ha sempre un prezzo, ma comunque più forte. Ti dò ragione sulla somiglianza con Sons of Anarchy”, ha aggiunto all’inevitabile domanda, “ma ne abbiamo tratto ispirazione giusto in superficie, preferendo invece concentrarci sul concetto di fratellanza, sul legame che unisce queste persone e fino a che punto si possono spingere per proteggersi. Un rapporto che non ricordo sia stato esplorato e incredibilmente affascinante.


C’è stato anche il tempo per domandargli perché scegliere proprio l’Oregon come ambientazione, al di là dello snobismo cui sembra essere soggetta, e lui non si è tirato indietro:

Le persone hanno un concetto piuttosto idealizzato del Nord-ovest, senza averlo chiaro per davvero: è un ambiente rigido con una serie di paesaggi molto diversi tra loro e che si susseguono nell’arco di pochi minuti. Il momento prima stai percorrendo un’area desertica e quello dopo puoi trovarti immerso nel fragore delle cascate, senza contare le attività vulcaniche cui è soggetto l’Oregon e non mi è mai capitato di vedere implementate prima di un videogioco. Tutti questi fattori, compreso il meteo imprevedibile – mi è capitato di vedere nevicare a giugno – rende tutto affascinante da sviluppare ma al contempo pericoloso. Proprio questa sua complessiva pericolosità ha spinto me e il resto del team a sceglierlo come base della nostra avventura, amplificandolo per adattarlo al contesto post-apocalittico. Non è facile accontentare i giocatori, perché sono la fascia più esigente rispetto al pubblico di altri media: vogliono sempre sperimentare qualcosa di nuovo e sono sicuro che in tal senso sapremo soddisfarli


Days Gone sembra dunque essere rinato dalle proprie stesse ceneri e, nonostante i paragoni con The Last of Us, siamo di fronte a un progetto destinato ovviamente a un pubblico maturo che non teme di cercare una propria identità, all’interno di un panorama videoludico in cui è sempre più difficile emergere sulla base dell’unicità. Se riuscirà nel suo intento potremo scoprirlo soltanto il 26 aprile.

Il top gamma con il miglior rapporto qualità/prezzo? Asus ZenFone 6, in offerta oggi da ASUS eShop a 499 euro oppure da Unieuro a 559 euro.
Thanks to Alessandra Borgonovo

31

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
LoWR1D3R

Ho finito la storia e disinstallato subito.. Zero voglia di ripulire la mappa dalle missioni secondarie. E poi si chiedono perché non ha venduto.... Mille volte meglio Uncharted 4/lost legacy con attori e storia che coinvolgono

deepdark

Condivido. Il 3 totalmente scollegato tra missioni secondarie e anche abbastanza stupide.

LoWR1D3R

Cakata pazzesca... Il 2o era il migliore... Il 3o non dovevano farlo per niente

deepdark

Infatti per questo il primo l'ho preso a 7 euro, il secondo a 9 e il terzo a 5 (comprato a 25 rivenduto a 20) :D

LoWR1D3R

Tomb raider non mi é piaciuto. Storia ridicola e gioco ripetitivo.

deepdark

Beh si ma ormai sono abbastanza maturo da avere la necessità di giocare solo a capolavori praticamente. Horizon mi ha fatto innamorare nuovamente dei vg (su console perchè pur avendo un portatile ROG non lo sto usando per giocare purtroppo) e GoW mi ha fatto ri innamorare dei GoW (il 3 non l'ho finito). Solo Tomb Raider sta nel mezzo, gioco da 8-8.5 ma solo un passatempo, non una passione.

deepdark

La loro felicità sta nel vedere gli altri fallire, vedi che vita di m devono avere. Vita non solo videoludica.

LoWR1D3R

Impossibile che sia cosi scadente. Cosi merd@ solo microsoft ci riesce hahah. Non sara god of war, ma sara un signor gioco da 8-8.5 senza problemi.

Jezuuz

Esatto, altrove neanche li chiamano zombie, su everyeye hanno detto piega dei cannibali o una roba del genere (non ricordo le parole precise ora)

Jezuuz

Quoto, chi si aspetta un capolavoro rimarrà deluso, ma già che su everyeye hanno detto più volte che la narrativa sembra esser raccontata bene mi fa ben sperare, pensavo l’esatto opposto! Guadagna punti ogni giorno che passa sto gioco, e all’inizio manco volevo comprarlo.

Alessandra Borgonovo

Grazie!

Bohh!

Si può dire mio al Days *Gone

Jezuuz

Non sarà un capolavoro.. ma paragonarlo a crackdown.. con quale coraggio

Jezuuz

Sembra un ottimo open world nulla di più nulla di meno, non è un capolavoro ma fa niente, cercavo un gioco di zombie decente dall’uscita di TLOU.

SONICCO

Davvero un ottimo articolo, magari ce ne fossero di più.

Odio_Everyeye!

Leggevo su un altro sito una miriade di boxari-somari che dicevano che questo sarebbe stato il Crackdown 3 di Sony... Ahahahhaha

deepdark

Diciamo che da 7 a 8 io lo prendo se proprio mi piace il genere e/o a poco prezzo, da 8 a 9 lo prendo se lo trovo a non più di 35 euro, sempre che non sia fan del genere/gioco. Sotto il 7 non compro nulla, non scarico neppure quelli gratuiti.

momentarybliss

chiaro che va giocato prima di dare giudizi, ma io in questo gioco ho sempre creduto, oltretutto è pur sempre un'esclusiva sony e un po' di fiducia è giusto riporla

Alessandra Borgonovo

PS4 Pro e non ho riscontrato rallentamenti. Credo che la prova del nove saranno i momenti in cui c'è una vera e propria orda da gestire (non presente qui se non vista sulla distanza).

Alessandro

Il frame rate è stabile? La prova è stata effettuata su PS4 o PS4 pro?

Alessandra Borgonovo

Più che gli infetti in sé, è il contesto post-apocalittico ad aver saturato il mercato, come del resto succede a ogni moda che puoi spremere fino allo stremo. Days Gone però cerca di vederlo da un'altra angolazione, quantomeno narrativa con Deacon che già dopo poche ore risulta un personaggio molto interessante, ma anche della stessa ambientazione: alle solite città derelitte sostituisce una natura implacabile che pur senza l'elemento survival vero e proprio (mi riferisco alla necessità di bere e mangiare) trasmette molto più il concetto di sopravvivenza a seguito di un'apocalisse, quale essa sia.

LoWR1D3R

Sicuramente sarà valido . Un 8-8.5 assicurato.

bazzilla

Questo articolo ha riacceso le mie speranze di trovarmi di fronte a un bel gioco.
Non per forza un capolavoro, ma almeno un bel gioco...
Nei mesi addietro, la scimmia per Days Gone era totalmente sparita.

Alessandra Borgonovo

Che comunque sarebbe un voto di tutto rispetto. Ultimamente si tende a considerare una scala che va da 7 a 10, anziché da 0 a 10 come dovrebbe essere, dove 7 rappresenta lo schifo.

LoWR1D3R

Che 8.5 é un gran bel gioco un voto che pochi raggiungono .. 0 dal campo xbox per quanto riguarda esclusive.

Superdio

perche' come i nazisti sono i cattivi sui quali siamo tutti d'accordo... E comunque ogni gioco ha la sua tipologia: gli zombie di re2 non hanno nulla a che vedere con quelli di the last of us per certi aspetti, cosi' come quelli di days gone che sembrano piu' aggressivi dei primi 2 citati

LoWR1D3R
Masterpol

secondo me sarà molto divertente

Redvex

Sento odore di capolavoro..

Robestone

posso dire la genialata delle 1057, ormai il modo zombi/infetti/radiottivi ha un pò raggiunto la saturazione. Ci stanno riempiendo vg, film, serie tv....mancano solo i p0r*o anche se credo che ci siano pure quelli.......

deepdark

Ha grandi potenzialità ma non credo andrà oltre il voto di 8.5.

Recensione Nintendo Switch Lite: la console che mancava | Pregi e Difetti

Asus Rog Phone 2: tutto su accessori ed esperienza gaming | Video Recensione

Nintendo Switch Lite: le nostre prime impressioni | Video Anteprima

Recensione The Dark Pictures: Man of Medan; l'atmosfera horror c'è ma non basta